Parto in acqua, tendenza in crescita: pro e contro

Con la consulenza del prof. Riccardo Ingallina, direttore dell’Unità operativa di Ostetricia e ginecologia di Villa Pia a Roma, vediamo i lati positivi e quelli negativi del parto in acqua.

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Quale ambiente migliore di una calda vasca d’acqua per far venire al mondo la propria creatura? Sono sempre più numerose le richieste da parte delle giovani coppie in merito al parto in acqua.

Stando agli ultimi dati, un parto su dieci in Italia avviene in acqua, e le previsioni nell’arco di cinque anni indicano che si potrebbe arrivare anche a uno su cinque.

Ma attenzione care future mamme: non intestarditevi nel caso in cui il personale esperto ritenga opportuno non farvi entrare in vasca. 

“Ci sono delle indicazioni, più che controindicazioni, per questo tipo di parto. Potete scegliere di partorire in acqua, ma a determinate condizioni”.

spiega Ingallina.

Parto in acqua: chi può farlo?

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Queste le conditio sine qua non poste dallo specialista alle mamme che vogliono partorire in acqua.

Potete farlo solo se:

  • Il parto è singolo. In caso di parto gemellare c’è un rischio di complicanze maggiori;
  • La creatura che sta per venire al mondo ha un peso presumibilmente compreso tra 2,5 e 4 kg, (se troppo piccola potrebbe aver bisogno dell’incubatrice alla nascita, se il bimbo è bello grosso, invece, il parto potrebbe essere più difficile per la mamma);
  • Si rispetta il tempo fisiologico del parto, tra la 37ma e 41ma settimana di gestazione, né prima né dopo (è necessaria un’assistenza al parto maggiore nei parti prematuri o oltre termine);
  • Il travaglio è spontaneo, non indotto (altrimenti è necessario essere sempre monitorate);
  • Il liquido amniotico si presenta chiaro e la sacca non si è rotta da più di 18 ore. Diversamente, il bimbo potrebbe essere in sofferenza ed un parto in acqua sarebbe assolutamente da evitare;
  • La futura mamma gode di ottima salute, priva di alcuna patologia medica e ostetrica. Inoltre, non deve avere problemi come cardiopatie, diabete, febbre o infezioni.

I benefici per il neonato

piedi neonato

Se si adottano le misure previste in termini di igiene e di corretta valutazione dello stato di salute sia della donna sia del feto, il parto in acqua non comporta alcun rischio per il nascituro in termini di infezioni o, peggio, di mortalità.

Anzi, il passaggio dal liquido amniotico all’acqua della vasca è un modo estremamente dolce di venire al mondo per il neonato: non versa lacrime esasperate e sembra più attento.

Ma la cosa più sorprendente è che appena uscito dal ventre torna subito dalla mamma per un effetto detto “bonding”, un processo fisico-emozionale che mostra immediatamente il loro forte legame.