Disturbi alimentari infantili: consigli e cosa non fare

Il momento della pappa può essere fonte di stress per genitori e bambini. Ma come riconoscere un normale capriccio da un disturbo alimentare potenzialmente patologico?

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Mamme di tutta Italia, fatevi coraggio. Il disturbo del comportamento alimentare è una condizione piuttosto frequente nei bambini al di sotto dei sei anni. Si stima che nel Belpaese il problema interessi circa il 25-45 percento dei piccoli appartenenti a questa fascia di età.

La buona notizia è che solo un modesto 5 percento può sviluppare una vera e propria patologia, come l’anoressia infantile, con conseguenze sul quadro clinico.

Come spiega il professor Claudio Romano, pediatra e specialista in gastroenterologia all’Università di Messina

 “Oggi, c’è una maggiore attenzione nei confronti di questo aspetto da parte della categoria medica”, ma anche un mancato riconoscimento. Ciò significa che quando il bambino piange durante il pasto, rigurgita o vomita dopo avere finito di mangiare, spesso, viene considerato come malato e il pediatra inizia a prescrivere una serie di esami, accertamenti e farmaci che possono solo peggiorare la situazione. Senza contare i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale”

Genitori alle prese con la pappa: quattro modelli da evitare

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L’atteggiamento dei genitori durante i pasti dei bambini viene raggruppato in cinque profili, che possono generare un disturbo del comportamento alimentare:

  • I permessivi: tutto è concesso. I figli possono mangiare a qualsiasi ora e fare quello che vogliono a tavola.
  • I persecutori: forzano il piccolo a mangiare, anche se non ha fame.
  • I restrittivi: propongono solo cibi che ritengono salutari.
  • Gli indulgenti: hanno poco rispetto per gli ingredienti indispensabili e permettono al bambino di mangiare qualsiasi cosa.

“Il quinto pattern”, continua lo specialista, “è quello dei responsivi, che sarebbe l’ottimale. Questi genitori adattano le pietanze e le quantità ai gusti del bambino e lo incoraggiano a mangiare quando lui desidera. Purtroppo, anche questo modello non è immune allo sviluppo del problema”.

Filmare il momento del pasto: un aiuto tecnologico per il pediatra

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Per fare comprendere al pediatra di famiglia il modo di mangiare di nostro figlio, la tecnologia lancia un SOS. Sono sufficienti dai due ai sei minuti di video ripresi con uno smartphone, per osservare il suo comportamento nei confronti del cibo, della mamma e dell’ambiente circostante.

Quando la pappa diventa un piacere

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In generare, per rendere l’orario dei pasti un momento piacevole e non una lotta continua, si dovrebbero rispettare cinque elementi:

  • La dieta deve essere adatta al completo sviluppo del bambino.
  • Per sostenere che il piccolo sia neofobico (cioè che rifiuti i gusti nuovi), il cibo deve essere riproposto almeno dieci volte in momenti diversi.
  • Rispettare gli orari e la struttura del pasto, che non deve durare più di 30 minuti. È fondamentale cercare di evitare di offrire cibi o liquidi nelle due ore che precedono il pranzo o la cena.
  • Il pasto deve essere consumato a tavola su di una sedia adatta all’età, assumendo una postura corretta e senza distrazioni, come giochi, tablet o televisione.
  • In ultimo, ma non per importanza c’è il “Tutti insieme appassionatamente” . Come ricorda il professor Romano, infatti

“Recenti studi hanno evidenziano l’importanza del family meal, o meglio, del dinner meal , ovvero la cena, che nelle famiglie di oggi è il pasto che avvicina grandi e piccini a tavola nello stesso momento. La ricerca ha dimostrato come consumare almeno cinque pasti tutti insiemeinfluenzi positivamente la salute dei figli e il loro indice di massa corporea. La soglia di rischio è un numero di meal inferiore a tre, che può causare malnutrizione e addirittura obesità”.