Nonni: come si devono comportare con i nipoti?

-
04/05/2021

04Con la collaborazione del prof. Italo Farnetani, pediatra e autore del libro “Nonni autorevoli”, oggi vediamo come gestire e sfrontare il rapporto che i bambini hanno con i propri nonni. Ecco i consigli dell’esperto.

Schermata 2021-05-03 alle 16.25.46

I nonni sono fondamentali nella vita dei bambini. Una fonte inesauribile di amore e una grande risorsa per la società. Spesso arrivano in soccorso di genitori affaticati dalla quotidianità divisa tra lavoro e impegni familiari. Gli angeli custodi dei nostri figli? Assolutamente sì.

L’importante, però, è mantenere una distinzione nei ruoli. Una cosa è essere genitori, con tutte le responsabilità e incombenze che ciò comporta. Altra storia è essere nonno, sinonimo di saggezza e di amorevole pazienza.

Genitori e nonni: due diverse figure

Schermata 2021-05-03 alle 16.26.15

Cara nonna, a costo di morderti la lingua, “non intrometterti mai, assolutamente mai, di fronte ad un no (anche se troppo duro) della mamma. Bisogna che ti affacci in punta di piedi nel suo modo di educare il figlio”, intima il professor Farnetani. 


Leggi anche: Nonni e Nipoti: consigli e regole

E tu, mamma: la suocera diventa scomoda perché interviene al tuo posto?

“Controlla l’irrefrenabile impulso che ti porterebbe a dirle: ‘Fatti i fattacci tuoi che a mio figlio ci penso io. Il bambino non deve capire che ci sono delle incomprensioni o dei modi differenti nei quali affrontereste una questione che lo riguarda”.

In poche parole, genitori e nonni sono entrambi importanti, anche se in maniera diversa, e non sarebbe bello per il piccolo vederli in contrapposizione.

La teoria dei “cerchi concentrici”

Schermata 2021-05-03 alle 16.29.27

È una questione di ruoli. I nonni devono operare in sinergia con i figli senza interferire nel loro ruolo educativo di genitori. Un passaggio fondamentale che lo specialista spiega utilizzando la “teoria dei cerchi concentrici”: nel primo cerchio trovano posto papà e mamma che adottano strategie educative, politiche familiari per la migliore crescita dei figli.

Hanno il ruolo, spesso scomodo, di mettere dei limiti: quando fare i compiti, come stare a tavola, l’orario in cui andare a letto. Insomma, dicono loro cosa fare e soprattutto cosa “non” fare.

È nel secondo cerchio che si posizionano i nonni e tutte le figure maggiormente presenti nella quotidianità dei bambini (insegnanti, baby sitter, zii).

A loro non spetta fare scelte educative. Sono importanti per la valenza affettiva e non devono mai varcare il primo cerchio occupato dai genitori.

“Accettate il fatto che i vostri di figli siano ora degli adulti genitori. In fondo è anche in base ai vostri insegnamenti che sapranno dare la giuste indicazioni. E poi, potete godervi i vostri nipoti liberi da responsabilità senza dover per forza preoccuparvi di cosa è giusto e cosa è sbagliato…”.


Potrebbe interessarti: Bambini: cosa devono mangiare?

dice Farnetani rivolgendosi ai nonni. Insomma, perché non approfittarne? Inoltre, intervenendo nelle regole si rischierebbe di mandare il bambino in confusione.

“Quando il papà dice che il gelato alle quattro non si mangia il nonno non dovrà cedere altrimenti il bimbo non capirà più se andrà bene oppure no mangiare il gelato alle quattro”.

Allo stesso modo, se il bambino una sera è lasciato in casa con i nonni e andrà a dormire un poco più tardi dell’orario solito, dovrà capire che si tratta di un’eccezione. O meglio, di una concessione stabilita in precedenza dai genitori: “un benevolo benestare di mamma e papà”.

Il nonno: una figura autorevole

Schermata 2021-05-03 alle 16.30.18

I bambini che crescono hanno bisogno di essere circondati da figure autorevoli, nonni o genitori che siano, in grado di condizionare l’ambiente circostante. Adulti sicuri che sanno come muoversi trasmetteranno sicurezza.

Cosa importantissima: devono dare un’immagine positiva. Un atteggiamento di sfiducia nei confronti della vita, i musi lunghi non sono esemplari. Se la mamma è depressa il volto del bimbo sarà depresso. Lo stesso discorso vale per i nonni.

Devono essere “autorevoli” nel modo di vestirsi, di porsi, devono trasmettere affetto ma soprattutto positività.

“Il 75 percento dei nonni vive entro un km dalla casa del figlio, l’80 percento vede il nipote una volta alla settimana, ancora l’80 percento gli telefona settimanalmente, il 27 percento delle famiglie si ritrovano almeno una volta in sette giorni”.

ci spiega Italo Farnetani. Questi numeri, presi dagli ultimi dati Istat, dimostrano che i nonni sono una presenza importante nella vita di bimbi e ragazzi e che l’idea della famiglia nucleare, relegata a madre, padre e bambino è, di fatto, sorpassata. I nonni corrono in aiuto dei genitori quando più ne hanno bisogno.

Schermata 2021-05-03 alle 16.32.53

“Il 33 percento guarda i nipoti mentre lavorano, il 25 percento tiene d’occhio i pargoli per impegni occasionali di mamma e papà, il 25 percento si rendono subito disponibili per permettere un’uscita di piacere alla mamma”.

spiega l’esperto, che consiglia:

“Da zero a tre anni andate in giro con il passeggino, per l’aria che respirano non riciclata, gli stimoli esterni che colpiscono il cervello e ne permettono lo sviluppo. Fino ai dieci anni portateli al parco a giocare con gli altri bimbi; dopo (e specie in età adolescenziale) sarà più difficile andare a passeggiare insieme e loro saranno sempre più presi dagli impegni di studio.

Cercate comunque un modo: anche essere in casa mentre fanno i compiti, preparare la merenda nei momenti di pausa per fargli compagnia è ugualmente importante per fare sentire la vostra presenza”.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
Suggerisci una modifica