Neonati: cosa significa il loro pianto e come interpretarlo

-
04/04/2021

Come si fa a capire se vostro figlio di pochi mesi sta piangendo per rabbia, paura o dolore? Molti genitori passano ore a cercare di calmarlo, senza sapere bene cosa fare. Ma i risultati di alcune recenti ricerche possono venire in vostro aiuto. 

Schermata 2021-03-16 alle 13.37.49


Alcuni ricercatori spagnoli hanno scoperto come potete calmare il vostro bambino, trovando nella dinamica del pianto e nei movimenti degli occhi gli indizi chiave, come spiegano in uno studio pubblicato sullo Spanish Journal of Psychology.

Pianto del bambino: come capirlo

Schermata 2021-03-16 alle 13.39.36

”Il pianto è il principale mezzo di comunicazione con cui il bambino esprime le sue emozioni negative”.

spiega Mariano Choliz, ricercatore dell’università di Valencia, che ha descritto i tipi di pianto in 20 bambini tra i 3 e 18 mesi.

”Quando i bambini piangono per rabbia o paura mantengono gli occhi aperti, mentre quando è per dolore li tengono chiusi”.

I gesti e l’intensità del pianto crescono gradualmente se il bambino è arrabbiato. Gli adulti però spesso non riescono a identificare le cause del pianto, specialmente se si tratta di rabbia e paura.


Leggi anche: Sangue scuro nelle feci? Cos’è e cosa significa

Secondo i ricercatori, il fatto che il dolore sia più facilmente riconoscibile come emozione può avere una spiegazione adattiva, dato che il pianto avvisa di una minaccia potenzialmente seria per la salute o la sopravvivenza e richiede una risposta urgente.

Quando il bambino piange per dolore, l’attività dei muscoli facciali è caratterizzata da molta tensione su fronte, sopracciglia e labbra, aprendo la bocca e sollevando le guance, gli occhi sono chiusi e quando li apre è solo per pochi istanti.

Il pianto inizia subito alla massima intensità, improvviso e subito dopo lo stimolo doloroso. Quando invece è arrabbiato, tiene gli occhi mezzi chiusi, sia che guardi apparentemente da nessuna parte che verso un punto fisso, la bocca è aperta o mezza aperta e l’intensità del pianto aumenta progressivamente.

In caso di paura invece, gli occhi rimangono aperti quasi tutto il tempo, lo sguardo è penetrante, il bimbo muove la testa all’indietro, e il pianto sembra essere esplosivo dopo un graduale aumento di tensione.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
Suggerisci una modifica