Neo genitori: consigli e regole da seguire

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Lucia Rizzi, più nota al pubblico come Tata Lucia, famosa anche come autrice di molti libri sul tema (i tre della serie “Fate i bravi”, poi ancora “Fate i compiti” e l’ultimo “Spegnete la TV”), ha risposto per “piùSanipiùBelli” ai quesiti più frequenti delle neo-mamme e dei neo-papà.

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“A mio parere, una delle più importanti considerazioni che una neo-mamma deve fare è questa: è nata una persona, una persona che è libera di essere e di diventare quello che vuole, è un essere a cui io e suo padre abbiamo dato vita, ma è un’altra persona. Quindi il compito di mamma e papà non è quello di ‘uniformare’ il figlio alle loro idee e ai loro progetti, ma è quello di ‘scoprire’ chi è, di aiutarlo ad essere e a dare il meglio di sè, in poche parole, di aiutarlo ad essere felice. Paroloni, direte voi! No, è più semplice di quello che sembra. Il cucciolo d’uomo deve essere (ed ha diritto a) essere aiutato a sopravvivere e a vivere  al meglio la sua vita: ha bisogno, insomma, di essere accudito e di avere accanto qualcuno che lo ami e gli insegni come si fa a vivere.”

Niente più ciuccio!

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“Ecco qui la gioia e lo stupore dei genitori nel vederlo succhiare, ed ecco che gli mettono in bocca il ciuccio proprio per soddisfare ampiamente questa sua esigenza che, a poco a poco, diminuirà per lasciare spazio ad altre esperienze più divertenti e interessanti relative alla sua personale scoperta del mondo. Dopo l’anno, quindi, ecco che il ciuccio lo si usa solo per dormire e poi lo si dimentica perchè la storia che papà legge è molto più interessante e io devo girare le pagine.”

Sto bene nel mio lettino!

“Io sto benissimo da solo nel mio lettino e se ho un po’ di mal di pancia sento le carezze della mamma sulla schiena, mi affaccio alla spalla del papà per un ruttino, ma poi torno sereno a dormire. La tranquillità che mamma e papà mi trasmettono mi fa sentire capace di aspettare quei dieci minuti che ci mette la bolla d’aria a passare. Io divento più consapevole e sicuro di me stesso. Faccio da solo“.

Che bella la scuola!

“E a tre anni: a scuola! È un posto molto interessante, ci sono tanti altri bambini come me e, soprattutto, ci sono tanti giochi interessanti da fare da soli e insieme. Tanto io lo so già che mamma e papà vanno e vengono, e qui imparo poi persino a fare il girotondo e a dare la mano al mio compagno quando siamo in fila per due, proprio come la mamma esige quando andiamo al supermercato. E come è bello vedere che anche mamma e papà si danno la mano”.

Arriva il fratellino

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“Adesso, poi, anche in casa è arrivato un altro bambino e tutti ne sono entusiasti. Io un po’ meno, perché non sa far nient’altro che piangere, stare in braccio e dormire. Io e i miei compagni dell’asilo sì che siamo in gamba! Mamma e papà mi dicono di avere pazienza, il fratellino crescerà, intanto io, però, posso andarmene in bici sul sentiero del parco mentre lui se ne sta tutto coperto in carrozzina e non vede niente. E papà mi ha portato pure in canna a comprare il giornale: com’è bello essere grande!  E posso mangiare pure la pizza!

“Insomma, cari genitori, siate sereni, siate sempre entusiasti di essere accanto al vostro bambino, di scoprire insieme chi è e che cosa può fare. Diventate “esperti” del vostro bambino e godetevi insieme la quotidianità. Un trucco semplice semplice: quando dorme (magari anche solo per pochi minuti) ammirate quanto è bello nel suo lettino, sorridetegli senza toccarlo, il raggio del vostro amore incondizionato lo raggiungerà e lo fare sentire forte e felice e, miracolosamente, come fa sempre l’amore, tornerà a voi e vi riempirà del suo calore. Coraggio, qualche notte persa per gli strilli non è mai stata la fine del mondo!