Incontinenza prima e dopo il parto: cause e cure

Durante il periodo della gravidanza molte donne vanno incontro al fenomeno dell’incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina. Vediamo come poter contrastare questo fastidioso disturbo.

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L’incontinenza, più frequentemente è caratterizzata da perdite di lieve entità ed episodi poco frequenti. Più raramente, invece , il fenomeno può essere più accentuato e grave. Questa condizione può anche protrarsi dopo la gravidanza o presentarsi qualche tempo dopo la nascita del bambino.

L’incontinenza durante la gestazione può subentrare generalmente a causa della compressione dell’utero:  crescendo di volume aumenta la pressione sulla vescica, che risponde contraendosi e determinando perdita di urina. Inoltre, il peso del bambino provoca uno stiramento delle fibre muscolari del pavimento pelvico riducendo l’attività contenitiva vescicale.

La forma più frequente di incontinenza in gravidanza è quella definita da sforzo. La donna, quindi, a seguito di uno sforzo, di un colpo di tosse o starnuto può avvertire la perdita di urina.


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Come gestire il disturbo

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Innanzitutto occorre essere certi che si tratti di urina e non di perdite di liquido amniotico, pertanto occorre avvisare immediatamente il proprio ginecologo. Una volta accertato che si tratti di urina occorrerà evitare al massimo che questa urina determini infiammazioni ai genitali esterni o peggio ancora infezioni.

Pertanto, possono essere efficaci certamente dei dispositivi studiati per assorbire l’urina in queste situazioni (esistono in commercio assorbenti specifici), utilizzare detergenti disinfettanti (ma questi non più di due, tre volte al giorno per non abbassare le naturali difese immunitarie con l’abuso di saponi), cambiare frequentemente la biancheria intima.

L’incontinenza dopo il parto

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Dopo il parto ci sono casi in cui alcune donne continuano a soffrire di incontinenza, oppure il problema, seppure non presente durante la gravidanza, può insorgere dopo la nascita del bimbo. Ormai si è tutti d’accordo nel dire che il fattore di rischio per l’insorgenza o il protrarsi dell’incontinenza dopo il parto sia proprio la gravidanza stessa.

Infatti, mentre un tempo si credeva che il taglio cesareo, per esempio, potesse essere protettivo rispetto al parto spontaneo nell’insorgenza dell’incontinenza, oggi studi a lungo termine hanno confutato questa ipotesi. Infatti, da studi di neurofisiologia, è stato dimostrato come il bimbo che alloggia nel grembo materno determina un rimodellamento delle fibre muscolari del pavimento pelvico, causando l’alterazione del meccanismo di contenzione vescicale.


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Fortunatamente il disturbo, che spesso crea veri disagi, può essere curato con successo e le piccole perdite di urina possono essere gestite quotidianamente con l’utilizzo di assorbenti specifici che assicurano la giusta protezione protezione e permettono libertà di movimento

Le cure contro l’incontinenza

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Certamente durante la gravidanza vengono consigliate cure conservative, mediante ginnastica del pavimento pelvico eseguito da fisioterapisti specializzati. Questa potrà essere sicuramente proseguita dopo la gravidanza giovandosi anche del biofeedback:  si tratta di un particolare strumento di ultima generazione che tonifica e controlla l’attività muscolare pelvica.

Ovviamente, queste terapie, comprese le chirurgiche mini-invasive, dovranno essere messe in atto una volta eseguita la diagnosi di che tipo di incontinenza è insorta nella donna.