Bambini con paura dell’acqua: cosa fare

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Alcuni bambini vivono il rapporto con l’acqua con ansia e paura. Piscina e mare li terrorizzano ma persino il bagnato può diventare un trauma. I genitori, però, possono aiutarli a superare i loro timori! 

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Purtroppo molto spesso la paura dell’acqua viene trasmessa proprio dai genitori, anche se non ne sono consapevoli. Difficilmente, infatti, bambini molto piccoli nutrono avversione per l’acqua. Anzi, di solito la riconoscono come elemento piacevole e familiare poiché hanno vissuto nel liquido amniotico nella fase prenatale.

Eppure per molti il primo approccio può diventare fonte di timori. Cosa fare allora per evitarlo ed aiutarli?

I genitori possono aiutare i figli

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Papà e mamma potranno decidere chi dei due è più adatto ad accompagnare il bimbo nella sua prima avventura acquatica.

Se la mamma per esempio non ha familiarità con l’acqua oppure è di carattere ansioso, le sue ansie e paure verranno percepite immediatamente dal bambino che tenderà a sviluppare un atteggiamento negativo e a rifiutare il contatto con l’acqua, sia il mare sia in piscina.

Invece il genitore che si sente più sicuro può affiancare fin dai primi mesi di vita il piccolo aiutandolo a familiarizzare con l’acqua attraverso il gioco. È importante procedere con gradualità rispettando i tempi del bambino.

Un bagnetto rassicurante

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Un’ottima idea per i più piccoli è di immergerli in una piccola vasca gonfiabile (in cui l’acqua dovrà essere leggermente riscaldata dal sole) dalla quale poi lentamente il bimbo si trasferirà in mare, magari portando con se i suoi giochini.

Oppure si può far sedere il bambino sul bagnasciuga, invitandolo a prendere una delle sue paperette o il secchiello, spostati man mano verso l’acqua.

Una volta in acqua, poi, via libera a braccioli e ciambelle. Il gioco sarà quello di “sgonfiare” il salvagente con gradualità, decidendo i tempi con il bambino. Accorgimenti semplici ma che in genere funzionano.