Giovani ed internet: le peggiori dipendenze

Internet è un posto pericoloso agli occhi di molti genitori, soprattutto per l’utilizzo sconfinato e incontrollato che ne possono fare giovani adolescenti; secondo una recente indagine condotta su un campione di studenti italiani, la percentuale di ricerche pornografiche è altissima. Ecco le parole di un esperto a riguardo.

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Con la consulenza del Dott. Marco Rossi, specialista in psichiatria e sessuologia; fondatore del Centro di Medicina Sessuale di Milano (www.marcorossi.it)

Cyber-sex, chat erotiche, video, pornografia, può sembrare desolante lo scenario descritto dall’Esc Team, primo centro ultraspecialistico sulle dipendenze dal Web, che ha condotto una ricerca sugli studenti italiani delle scuole medie superiori.

Secondo i dati, il 60,8% dei ragazzi utilizzano internet per attività di tipo sessuale; il 53,6% per giocare d’azzardo e il 39,5 di chi gioca ai videogame, è esposto allo stesso rischio la non ammissione all’anno scolastico successivo. Ma è davvero così? Abbiamo analizzato tali fenomeni con il dottor Marco Rossi.

Sesso: “prima scelta” degli adolescenti che navigano in rete

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Questo approccio alla sessualità può compromettere i giovani a livello psicologico?

«Teoricamente può nuocere, ma dipende da come il mezzo viene utilizzato e soprattutto dalla personalità del ragazzo che lo utilizza. La pornografia è sempre esistita fin dalla preistoria con i dipinti sulle caverne, e ogni età o periodo storico utilizzava un mezzo, un supporto: dai giornali alle foto, i Vhs, oggi i dvd e la rete. Io credo che rispetto al passato forse è diventato più facile l’accesso alla pornografia ed è aumentato il numero di persone che possono accedervi».

Il web consente anche di informarsi sul tema della sessualità

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«Certo, internet non è solo pornografia ma è anche e soprattutto “informazione”. La domanda più cliccata su Google, da parte dei ragazzi, è proprio “come si fa l’amore?” e per certi versi, credo sia meglio avere risposte in tal senso da internet che dai propri amici.

È ovvio però, che la rete offre anche tante bufale. Per fare un esempio: il sapone che fa tornare la verginità è un falso, non esiste, e in tal caso un’informazione del genere trovata sul web è scorretta al contrario di tanti altri siti, come questo o il mio, che sono canali per una corretta informazione. Perciò l’abilità dei ragazzi sta nel saper scegliere le fonti e ritengo che, quelli più svegli, sappiano utilizzare e selezionare il meglio nella rete».

Se non è sesso è gioco, secondo la ricerca dell’Esc Team

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Perché i ragazzi sono orientati in particolar modo su queste tipologie di scelta?

«La scoperta del sesso per i giovani ha un suo potere ed è innegabile, mentre il gioco va a soddisfare dei principi neurologici e dunque mentali, mediati dalla dopamina, e può generare delle vere e proprie dipendenze (come le sigarette, le droghe, l’alcool…).

Il fattore, per certi versi anche curioso, è che se noi intervistiamo persone che hanno una tipologia di dipendenza, ci accorgiamo che tutte ne parlano allo stesso modo e che non possiamo capire da cosa sono dipendenti, se escludiamo il riferimento diretto alla loro specifica dipendenza.

Ciò vuol dire che una “dipendenza” non è legata all’oggetto, ma è l’oggetto della dipendenza ad essere legato alla dipendenza stessa. Il pericolo qual è? Che i ragazzi hanno più facilmente accesso, in questo caso al gioco, rispetto ad altre “sostanze”».