Bambini: l’importanza di giocare con i genitori

Con la consulenza della Dott.ssa Mariangela Corrias, psicologa, formatrice, esperta in adozioni internazionali, in psicologia dell’età evolutiva e in psicosomatica; analizziamo insieme l’importanza di giocare con i propri bambini.

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Giocare è l’attività preferita dai bambini, ma spesso i genitori la trascurano. La maggior parte delle attività ludiche si svolgono a scuola, a casa, in cameretta, e molte di queste, sempre più tecnologiche, tendono ad isolare i bimbi con effetti non sempre positivi.

Sono molti i genitori che sottovalutano l’importanza di giocare con i propri figli mentre invece

“è fondamentale – spiega la d.ssa Mariangela Corrias – e le mamme lo sanno bene; quando fanno il solletico alla pancia del loro bambino mentre gli fanno il bagnetto o scherzano con lui, in realtà lo stanno introducendo ai rudimenti del gioco. Giocare è un’occasione unica per conoscere il proprio bimbo e rafforzare il legame e la complicità con lui. La presenza della mamma e/o del papà inoltre permette al figlio di esprimere le emozioni, di conoscere se stesso, e favorisce lo sviluppo dell’immaginazione e della creatività in un clima di sicurezza, protetto dall’adulto, del quale si fida ciecamente”.


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È più importante la qualità o la quantità del tempo trascorso con i figli a giocare?

“Da una recente ricerca, sembra che i genitori italiani dedichino ai propri figli, circa 15 minuti al giorno: è troppo poco, non possono bastare. Inoltre, il tempo trascorso col figlio, deve essere di qualità; ciò significa divertirsi e gioire e non farlo per senso del dovere. I bambini si accorgono se, chi gli sta accanto, lo fa perché è costretto o magari pensa ad altro, e perdono la voglia di giocare o si innervosiscono”.

Come si gioca con il proprio bambino?

“Il genitore deve lasciarsi guidare dai desideri del figlio e permettere che sia lui/lei a “condurre il gioco”. Tutto può diventare gioco per un bambino, basta avere un po’ di fantasia. Le costruzioni, le macchinine, ma anche una coperta, due pupazzetti o impastare un pezzo di pizza mentre la mamma cucina. Bastano giochi semplici, un po’ di allegria e tanta fantasia. È bene tuttavia ricordare che fino almeno agli 8/9 anni, i bambini dovrebbero usare poco i giochi elettronici che tendono a isolarli e a impedire la loro creatività”.

Non giocare insieme ai figli, può dipendere dalla personalità dei genitori?

“Possono esserci persone che hanno difficoltà a mettersi… in gioco. L’attività ludica è importante per i bambini e per i grandi, ma spesso gli adulti se ne dimenticano. Perciò i genitori che fanno fatica a giocare con i figli, dovrebbero ricordare l’entusiasmo, le attività preferite e le persone con le quali giocavano quando erano piccoli. Questo può aiutarli a ritrovare la voglia di giocare con i loro figli”.

Comprare giocattoli anziché mettersi a giocare, è una sorta di “senso di colpa” dei genitori?

“Lavorare tutto il giorno e dover lasciare il bambino in casa con la baby sitter, con i nonni o all’asilo, fa spesso scattare intensi sensi di colpa nella mamma o nel papà. Un piccolo regalino ogni tanto, è un modo per far capire che si è pensato a loro, ma basta un album da colorare o due caramelle in un sacchettino ogni tanto. Se i doni diventano troppi, può essere un modo di mettersi a posto con la coscienza. Ricordiamo che il giocattolo più prezioso per un bambino sono i genitori e il tempo che loro gli dedicano. Allora anche una coperta sotto cui nascondersi o un aeroplano di carta possono diventare magici”.


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