Genitori e figli: 5 consigli per mamme e papà lavoratori

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Con la consulenza della Dottoressa Manuela Azzurra Lippolis, psicologa dello sviluppo e dell’educazione, specialista in psicologia scolastica e assistente educativo per integrazione bambini con disabilità, ecco alcuni consigli per le mamme e i papà che sono spesso impegnati con il lavoro. 

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Per anni l’immaginario della madre italiana “tipica” è stato quello della casalinga votata ad accudire la prole. Uno stereotipo sociale che provoca tuttora forti sensi di colpa in quelle donne che, pur non rinunciando alla maternità, lavorano fuori casa.

I rimorsi più forti sono per i figli: si sentiranno soli? Avranno comunque un buon rendimento scolastico? Riceveranno un’educazione adeguata?

A sollevare le mamme lavoratrici da ogni possibile rimpianto, arrivano ora i risultati di uno studio condotto da un team dell’Harvard Business School.

I ricercatori hanno analizzato circa 50 mila adulti, uomini e donne, provenienti da 24 nazioni sviluppate, per studiarne gli atteggiamenti legati al genere di appartenenza, alla vita domestica e al percorso di carriera.

I dati emersi sono stati eloquenti: la maggior parte delle donne che da bambine avevano avuto una mamma che lavorava, hanno poi giovato di una carriera di successo, guadagnando il 23% in più rispetto a quante avevano una mamma a casa.

Gli uomini, invece, sul lavoro hanno riportato gli stessi risultati dei figli di casalinghe, ma in compenso si sono dimostrati più presenti in famiglia e con i loro bambini, con una disponibilità maggiore di tempo da dedicare sia alle faccende domestiche (25 minuti), sia ai loro piccoli (7 ore e mezzo).

La ricercatrice Kathleen McGinn, autrice della ricerca, ha spiegato che:

“Questo risultato non significa che una madre lavoratrice sia sempre la risposta giusta, nè che lo sia un padre che lavora o una madre casalinga. Quello che comprendo è che i bambini hanno bisogno di seguire degli esempi per capire cosa fare della loro vita”.

5 consigli dell’esperto per i genitori che lavorano

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Quali sono dunque i modi migliori per gestire un buon rapporto con i propri figli anche quando entrambi i genitori lavorano e non sono sempre a casa?

Il segreto non è nella quantità di tempo passato insieme, ma nella sua qualità: è quanto afferma la Dottoressa Manuela Azzurra Lippolis, psicologa dello sviluppo e dell’educazione, che ai genitori di più Sani più Belli suggerisce 5 regole per lavorare serenamente, senza lasciarsi sopraffare da inutili sensi di colpa: 

  1. Date importanza alla qualità del tempo. Ritagliatevi un momento della giornata in modo regolare, e fate sì che in quell’arco di tempo vostro figlio possa godere della vostra completa presenza: diventerà un appuntamento irrinunciabile di affetto e dedizione per voi e per lui.
  2.  Non siate avari di coccole. Quando siete con loro, fate in modo di essere vicini ai vostri piccoli, siano essi bambine o bambini: non siate avari di baci, carezze e abbracci, fondamentali per creare una vicinanza affettiva tra voi.
  3.  Parlate insieme dei loro sentimenti. Nei momenti che passate insieme, imparate a parlare con i vostri piccoli dei sentimenti e delle emozioni, vostre e loro. Chiedetegli come si sente, se è triste, osservate se lo notate arrabbiato o felice: senza appesantirlo con discorsi da adulti, potete comunque essere partecipi delle sue emozioni e renderlo vicino alle vostre. In questo modo è più facile aprirsi reciprocamente al dialogo, e loro sapranno che possono contare sul vostro appoggio morale.
  4. Condivisione, non controllo! Anche se non potete essere sempre presenti fisicamente, i bambini avranno modo di sperimentare le loro strategie di soluzione ai piccoli problemi quotidiani a scuola, nello sport e con gli amici. Interessatevi a come si svolge la loro giornata, a come si sentono, a come interagiscono con gli altri, e non solo ai risultati nei voti scolastici e nelle gare sportive, ma anche ai loro sentimenti. Ponete le vostre domande come ascoltatori, non come giudici: i bambini non sono portatori sani delle ansie degli adulti, finché non gliele trasmettiamo.
  5. Date spazio alla crescita della loro identità. Fate in modo che i vostri piccoli abbiano in casa un angolo anche minuscolo nel quale si sentano a loro agio per tenere le loro cose, e nel quale possano esprimere la loro creatività rispettando le regole della famiglia. È fondamentale per uno sviluppo libero della loro personalità.