Genitori: come interpretare le fantasie dei figli?

Tutti i bambini inventano delle meraviglioso storie di fantasia che poi raccontano ai loro genitori. Ma come capire se i loro racconti nascondo un disagio? O se le loro storie di fantasia si trasformano in una menzogna continua?

CHILD, DOG

Alcuni genitori sono molto fieri e orgogliosi di fronte alle storie di fantasia inventate dai loro figli, il fatto che sappiano raccontare certi comportamenti viene ritenuto un fatto di grande intelligenza. Sotto un certo aspetto, tutto questo è vero, poiché la fantasia dei bambini è sempre un segno positivo, che indica una certa ricchezza interiore. Ma non bisogna essere fieri di questa capacità al punto da permettere al bambino di raccontare menzogne senza punizione, perché corrisponderebbe a premiare la bugia.

Mentire, infatti, non è mai una cosa giusta. Senza contare, poi, che più delle fantasie, è importante stimolare e premiare la loro capacità di creare situazioni con l’immaginazione e trovare soluzioni ai problemi. Soltanto in questo modo si aiuta lo sviluppo e la sicurezza del bambino, a essere creativo e a fargli capire che ha la possibilità di affrontare da solo i suoi grattacapi.


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Quando nasconde un disagio

Sad, Child

Se diventa frequente, significa che qualcosa non va. Le cause di questo comportamento possono essere numerose. Per esempio, può essere dovuto al fatto che il bimbo non riesce ad affrontare una nuova situazione, come andare all’asilo o a scuola, oppure a un particolare problema, come la gelosia verso il fratellino appena nato.

Quando poi il suo comportamento è rivolto sempre e soltanto verso una particolare persona, vuol dire che il bambino la teme, non si fida di lei o ha paura delle sue reazioni. Come devono comportarsi i genitori in questi casi? Non serve a nulla fingere di credere alle bugie, anche se si è consapevoli che esse stanno a indicare uno stato di difficoltà del bambino.

La cosa migliore è far capire al piccolo che la bugia è stata scoperta, senza però punirlo, e cercare poi di parlargli e farsi raccontare che cosa lo mette in difficoltà. È importante che in un periodo così delicato, il bambino non venga etichettato come bugiardo. Il compito dei genitori è di cercare di capire i motivi di questo atteggiamento. Quando poi la situazione è particolarmente complessa e rischia di far del male al giovane, è bene consultare uno specialista.

Attenzione alla coerenza educativa

È importante anche che i genitori siano in accordo quanto più possibile con l’interpretazione del fenomeno “bugia” e sulle strategie da adottare. Occorre inoltre che mantengano tale coerenza con costanza. I bambini sono bravissimi a “infilarsi” tra le pieghe di atteggiamenti non coerenti, e questo potrebbe confonderli ulteriormente e creare facili alibi da usare.


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Fondamentale la correttezza

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Il bambino non va mai né ingannato né deluso. L’insegnamento dei bambini si basa anche sull’esempio che i genitori danno. Non si può pretendere, infatti, che non dicano bugie quando sono proprio loro i primi a raccontarle. In questo caso, la coerenza è fondamentale, perché il senso di giustizia dei bambini si basa soprattutto sulle reciprocità.

Se i genitori mentono, e i bambini sono molto bravi a scoprirlo, i figli lo interpreteranno come un tradimento e una presa in giro, e la regola, quindi, perderà il suo valore. Anche la distinzione tra una bugia inutile e un’altra detta “a fin di bene” è troppo sottile per essere compresa da un bambino.

Pertanto, la regola è quella di non raccontare bugie e, quando si viene scoperti, è bene scusarsi con loro per l’errore commesso. Anche se spesso i figli hanno difficoltà a capire e accettare che persino un genitore possa sbagliare, chiedere scusa è sempre un ottimo esempio e serve loro a far riflettere sui propri errori e porre rimedio. Raccontare bugie indebolisce e ostacola il rapporto tra genitori e figli.

I bambini hanno bisogno di sentire su di sé la fiducia di mamma e papà, ma dCevono anche imparare che questa fiducia va prima di tutto alimentata. Il comportamento di un genitore deve essere elastico e non deve mai trattare una bugia come se fosse un errore definitivo. È importante che il bambino abbia la sensazione di poter rimediare sempre al proprio sbaglio. Ma essere sinceri, non vuol dire raccontare sempre tutto.

Entro certi limiti ci sono cose che un bambino può tenere per sé, ed è giusto che sia così. Una dimenticanza “volontaria” non è una bugia e, di conseguenza, non va punita. Non è importante che il genitore diventi il confidente assoluto, ma deve essere sempre presente quando il bambino ha bisogno di confidarsi.