Genitori: come essere autorevoli

Con la consulenza della dottoressa Donatella Romanelli, psicologa e psicoterapeuta; vediamo come educare al meglio i propri figli e diventare dei genitori autorevoli.

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Educare i figli per molti genitori è un’impresa. Capricci da gestire, no da saper dire, regole da riuscire a dare. Essere mamma e papà, si sa, è il mestiere più difficile del mondo. Tante le situazioni che fin dalla nascita del proprio figlio bisogna affrontare.

Non tutti però riescono a  svolgere il ruolo in modo giusto, consapevole e sereno. Spesso si è troppo permissivi, altre volte protettivi. In alcune situazioni, invece, è possibile che si assumano comportamenti troppo autoritari.

”Il migliore atteggiamento – suggerisce la dottoressa Donatella Romanelli, psicologa e psicoterapeuta – da tenere è quello autorevole. Imporre delle regole rigide con forza, può farci ottenere il risultato opposto a quello sperato. Ad esempio: ribellione e rottura del rapporto. Con i figli piccoli è importante fornire poche regole ma coerenti, chiare e semplici. Naturalmente prima di stabilirle è importante che noi per primi le rispettiamo. Con i figli adolescenti siamo in vantaggio se già da piccoli abbiamo creato un rapporto di fiducia accompagnato dal dialogo. Ricordando che dialogare è importante se rispettiamo i tempi e gli spazi dell’adolescente, ed evitando di essere invadenti o oppressivi”.


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Autorevoli o autoritari: quale differenza?

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“Un genitore autoritario – spiega la dottoressa – impone regole rigide senza alcuna spiegazione. Di frequente alza la voce e perde la pazienza. A casa si fa come dice lui, senza possibilità di replica. Eventuali trasgressioni delle regole vengono punite severamente.

Il genitore autorevole, invece, è in grado di fornire delle regole chiare e coerenti accompagnandole a delle spiegazioni che possono essere anche negoziate e modificate. Il genitore autorevole permette al proprio figlio di sviluppare l’autodisciplina e la consapevolezza delle proprie azioni. Crescere con dei genitori autoritari – continua la specialista – impedisce al bambino di sperimentare sbagliando e di comprendere il reale valore delle regole. Il bambino cresciuto con questo tipo di genitore, infatti, è rispettoso e obbediente solo perché ha paura della punizione, ma non ha affatto interiorizzato il reale significato della regola.

Quali le spie che rivelano un comportamento autoritario?

”Uno dei segnali – ci dice l’esperta – è dato dall’incapacità di instaurare una conversazione serena con il proprio figlio. Di conseguenza, esso perde la fiducia nel proprio genitore e tende ad omettere anche delle cose importanti della propria vita, assumendo un atteggiamento di chiusura o di ribellione. Tutto ciò si manifesta soprattutto durante l’età adolescenziale”.

I vantaggi dell’autorevolezza

Essere genitori autorevoli giova non solo per la crescita e lo sviluppo del piccolo, ma anche  per migliorare la qualità della relazione con lui. L’ atteggiamento autorevole facilita un maggiore dialogo e confronto con il proprio figlio che così impara più facilmente ad autodisciplinarsi e a riflettere sulle proprie azioni. In questo modo i ragazzi godono spesso di una buona fiducia in sé, soddisfacenti livelli di autostima, maturità e responsabilità. Al contrario dei figli di genitori autoritari, che hanno invece bassi livelli di autostima, appaiono impauriti e inibiti a livello sociale.


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