Genitori: come educare i figli?

Con la consulenza della dott. FRANCESCO FISICHELLA, psicologo a Legnano (MI); scopriamo come riuscire ad educare al meglio i propri figli.

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Quello del genitore è un mestiere che non s’insegna, e quel poco che mamma e papà sanno deriva dal loro passato di figli, perché è sempre l’esempio che trascina. Gli specialisti ribadiscono il ruolo fondamentale dell’imitazione nel processo di sviluppo.

I bambini, infatti, imparano la maggior parte delle cose attraverso l’osservazione, l’esempio e le parole degli adulti, principalmente i genitori. Educare i figli è un mestiere difficile, pieno d’insidie che spesso fanno sbagliare, specialmente in prima battuta.

Dal momento che nessuno insegna come fare, lo psicologo viene in aiuto a tutte le mamme e i papà di più Sani più Belli con dieci regole, semplici ma costruttive, che spiegano cosa è meglio fare e cosa no.


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Il decalogo dei sì e dei no

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Cosa fare

  1. Essere coerenti e credibili: l’educazione passa attraverso le parole e i fatti, altrimenti si crea una contraddizione, un “non senso”, e il genitore non appare un riferimento affidabile.
  2. Usare esempi e spiegazioni semplici, logici e verificabili: per un bambino piccolo, tutto è vero, e la metafora non esiste. Si accorge della bugia solo se la constata nei fatti, altrimenti no.
  3.  Fare rispettare le regole: poche norme, chiare e semplici sono più che sufficienti. Soprattutto quello che è vietato oggi non può diventare permesso domani a seconda dell’umore.
  4. Consoliamo i nostro figli: i bambini sperimentano le loro capacità. Gli adulti hanno fretta, poca pazienza e la tentazione è quella di accusarli diaver sbagliato e di fare le cose al posto loro. Cerchiamo prima di fare le cose insieme per poi renderli autonomi.
  5. Insegniamo a pensare: se si domanda qualcosa ai ragazzi diamo loro il tempo di esprimersi. Evitiamo frasi del tipo: “Al tuo posto da piccolo avevo già risposto”.

Cosa non fare

  1. Non concedere tutto e subito: se accontentiamo sempre i nostri figli inevitabilmente questa diventerà la regola e ci ritroveremo con i classici bambini capricciosi .
  2. Non contraddirsi tra genitori: sbagliato e controproducente che il papà vieti e la mamma conceda. Per il bambino percepire che c’è una posizione uniforme dei genitori lo disincentiva a fare capricci.
  3. Evitare continui paragoni con altri bambini o peggio ancora con adulti: è giusto riferirsi ai suoi coetanei come elementi di confronto, ma questo non deve diventare qualcosa che fa sentire in colpa il bambino con conseguente perdita di autostima.
  4. Dare punizioni proporzionali alla marachella commessa. L’ammonizione deve avere una logica e cioè far capire il senso di ciò che è accaduto, essere pertinente.
  5. Evitare urla: sono un modo violento di umiliare i bambini sul piano emotivo e non portano nessun risultato nel tempo. Sono solo la dimostrazione del fallimento dell’autorità genitoriale.


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