Genitori: come difendere i figli dai pericolo del web?

“Non accettare caramelle da uno sconosciuto” era l’imperativo dei genitori prima dell’avvento di internet. Ma ora? Ora che lo scambio di informazioni e la possibilità di entrare in contatto con il resto del mondo sono facili e immediati, quali raccomandazioni dare e quali provvedimenti adottare per evitare che i bambini e gli adolescenti che hai in casa siano vittime di adescamento? Impariamo come comportarci con l’aiuto di un’esperta di questa delicata tematica.

Schermata 2021-06-16 alle 22.54.22

La dottoressa Vilma Duretto, pedagogista e psicologa, specializzata in criminologia e sessuologia, ci fornisce alcune strategie per cautelarci contro il disgustoso fenomeno dell’adescamento in rete chiamato grooming. L’esperta ha individuato le armi che è possibile avere a disposizione per difendere ed educare i ragazzi, una sorta di breve vademecum: poche istruzioni per l’uso dedicate a genitori che non danno niente per scontato.

Come agiscono gli adescatori in rete

Schermata 2021-06-16 alle 22.39.23

Partiamo dalle definizioni. Grooming in inglese può ricordare il nostro “adulare” e infatti è un’operazione di “corteggiamento” quella a cui gli adolescenti sono sottoposti da parte di completi sconosciuti. Si parte dalla richiesta di amicizia sui social, si passa a richiedere inizialmente solo foto, chiacchiere o scambio di consigli, per poi finire a richieste di altre pretese, anche a sfondo sessuale.

“L’adescatore non dà nulla per nulla, ma pretende sempre qualcosa in cambio, in un crescendo di richieste. A differenza del cyberbullismo”,

spiega la dottoressa Duretto,

“chi cerca il contatto con l’adolescente, in questi casi non appartiene alla cerchia di conoscenze del ragazzo o della sua famiglia. È un estraneo che parte con l’intenzione di tentare prima un approccio, poi di allentare mano a mano le inibizioni. Spesso conosce le debolezze della vittima, quindi sa come allettarla dedicandole attenzioni e complimenti, oppure offrendole quello che più le piace o di cui ha bisogno in quel momento”.

A ben vedere, non ci sono molte differenze con la cosiddetta vita off line, in cui l’adescatore cerca di conquistare il ragazzo con regali o promesse. Nelle chat avviene lo stesso, con l’iniziale parvenza che tutto sia più facile e privo di complicazioni.

Come difendere i figli dal grooming

Schermata 2021-06-16 alle 22.59.01

Fin dai primi accessi ai social network, il principio cardine deve essere quello di insegnare a gestire con buon senso la privacy, pubblicando ad esempio il minor numero possibile di informazioni personali, come evitare di scrivere la mail, il numero di telefono di casa o del cellulare.

“Ogni dato in più può essere usato da malintenzionati in giro nella rete”,

aggiunge la dottoressa Duretto.

“È importante accertarsi che nella lista dei contatti ci siano solo persone che i nostri figli conoscono nella vita reale, per tutelare la loro reputazione ed evitare che vengano coinvolti in frodi. È necessario educare i nostri figli a stare attenti a ciò che rendono pubblico, soprattutto alle foto che postano, e abituarli a farsi delle semplici domande prima di condividere qualsiasi cosa: “danneggia me o qualcun altro?”, “potrei pentirmi?, “perché questo sconosciuto mi sta proponendo questo?”.

I genitori non devono mai avere timore di essere impopolari agli occhi dei loro figli vigilando sia sui contenuti dei messaggi, sia sulle foto e i video. È sufficiente spiegare loro amorevolmente, ma con fermezza, che non si tratta di un’invasione della loro privacy, ma del diritto-dovere di ogni genitore di  proteggere il figlio adolescente che si approccia con la realtà di una società non sempre innocente”.