Fumo in gravidanza: rischi e controindicazioni

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15/04/2021

È senza dubbio indispensabile nelle donne fumatrici diminuire sensibilmente il numero di sigarette accese durante il giorno, anche se l’ideale sarebbe quello di smettere. È ormai dimostrato scientificamente: fumare in gravidanza fa male e gli effetti sul feto sono evidenti, primo fra tutti la riduzione di peso alla nascita. Ma non solo: gli altri rischi possibili sono il distacco di placenta, nonché problemi cardiaci e respiratori materni.

GRAVIDANZA, FUMO

È bene sottolineare, inoltre, che non solo la riduzione della crescita del bimbo nel grembo materno è direttamente proporzionale al fumo inalato, ma che il rallentamento dello sviluppo fetale può peggiorare nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Questo rischio sembra essere ancor più evidente quando c’è una base genetica materna che determina tali complicanze.

È nocivo anche il fumo passivo?

“Non possiamo non parlare anche del fumo passivo in gravidanza, ossia di chi si accende una sigaretta accanto a una futura mamma, specie in un ambiente chiuso. I rischi sono praticamente gli stessi.

Perché la donna comunque inala fumo, per cui è importante evitare di soggiornare in locali ‘inquinati’ e chiedere a chi vi circonda di spegnere la sigaretta. Fumare attivamente o passivamente comporta sempre e comunque una diminuzione del peso alla nascita del bambino, uguale sia nel primo che nel secondo caso.”


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Contano anche i tempi di esposizione al fumo?

“Assolutamente sì. Non solo è importante la quantità, ma anche i tempi di esposizione al fumo. Smettere di fumare entro le prime 16 settimane di gestazione permette di partorire un neonato di peso simile alle donne che non hanno mai fumato.

Ma c’è da dire che il primo trimestre di gravidanza è molto delicato, è il periodo in cui di possono formare eventuali malformazioni fetali, per cui sarebbe assolutamente consigliato di evitare di dare all’organismo sostanze tossiche, come il fumo.”

C’è un limite di sicurezza sul numero di sigarette ‘permesse’ al giorno?

“Gli studi fatti negli ultimi anni sono stati spesso contraddittori, con risultati mai univoci.

Sono troppe le variabili, come l’età materna, il peso corporeo e non ultima la raccolta dei dati. Per cui il mio consiglio è quello magari di chiedere aiuto per diminuire con il numero di sigarette, fino a smettere completamente di fumare: non solo per il bene del bimbo, ma anche della mamma.”


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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