Figli con la febbre: quando chiamare il pediatra

Vito Girelli
  • Dott. in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa

I bambini piccoli si ammalano spesso perché non hanno ancora sviluppato in modo completo le difese. Non sempre però è il caso di rivolgersi al pediatra. E’ opportuno farlo solo in alcuni casi. Eccoli. 

Febbre

Febbre, mal di testa, nausea e tanti altri disturbi, lo sappiamo bene noi mamme, ci mandano in tilt e, ogni volta, il dubbio amletico è: chiamo o non chiamo il pediatra. L’ansia e la preoccupazione spesso ci impediscono di valutare con serenità i sintomi. In realtà solo alcune condizioni richiedono il tempestivo intervento del medico. Eccone un mini-elenco.

Come contrastare la Febbre

Febbre

Il termometro continua a segnare più di 38,5 anche se un’ora prima abbiamo somministrato al bambino degli antipiretici come paracetamolo oppure ibuprofene. Attenzione: non è il caso di allarmarsi.

La febbre spesso è la giusta reazione del corpo che sta reagendo contro virus e batteri. Bisogna invece chiamare il pediatra se dopo 48 ore la febbre persiste e se il piccolo lamenta sintomi che nessun farmaco riesce a calmare: vomito, mal di testa, diarrea. Talvolta la febbre tende a scendere con il farmaco, ma il piccolo continua a presentare una serie di  sintomi fra cui  tosse, diarrea, vomito, irritabilità. Potrebbe trattarsi di un’infezione che non è una banale influenza ed è bene che sia il pediatra a monitorare la situazione.

Se un’alterazione febbrile è associata a dolori addominali che persistono nelle 24 ore è bene rivolgersi al medico perché può essere in corso un infezione alle vie urinarie, un blocco intestinale dovuto a stitichezza, ma anche altre patologie di cui solo il pediatra può dare conferma. Nel caso in cui il piccolo improvvisamente, oltre ad avere la febbre, faccia fatica a inspirare ed espirare potrebbe essere in corso una infezione polmonare oppure un broncospasmo allergico, vedi asma e, per questo motivo, è necessaria un’immediata visita e terapia pediatrica.

Sintomi più gravi della febbre

Febbre

Quando il bambino continua a vomitare tanto da non riuscire a bere, se fa pochissima pipì, perde peso, appare senza forze, poco tonico è necessario l’immediato consulto del pediatra perché le cause possono essere varie: una disidratazione, una infezione, malattie gastrointestinali da approfondire subito attraverso analisi del sangue e delle feci.

C’è poi il capitolo patologie classiche dell’infanzia da non sottovalutare. Quando appaiono sulla pelle dei piccoli puntini, pustole, rossori in molti casi si tratta di malattie esantematiche come la varicella o la scarlattina, ma a volte queste manifestazioni sono dovute a reazioni allergiche,  dermatiti,  punture di insetto, infezioni batteriche, virali o da funghi. Bisogna sempre informare il pediatra perché, per esempio, nel caso della scarlattina si deve immediatamente iniziare una cura antibiotica per evitare le conseguenze da streptococco come per esempio le infezioni in altri organi.

Mal di testa e cadute

La cefalea nei bambini può essere il segnale di un momento di stanchezza o tensione nervosa, ma se è accompagnato da febbre vomito, se sveglia il piccolo dal sonno per un paio di notti il problema potrebbe essere dovuto a sinusite o ad altri disturbi. Anche la chetosi, vedi acetone o vari malesseri di origine virale o batterica spesso hanno gli stessi sintomi

Tanta attenzione va prestata alle cadute dei bimbi. Quando il piccolo cade, batte la testa e presenta lividi,  gonfiori, ferite nella zona dove ha battuto bisogna assolutamente sottoporlo a visita medica. In caso di trauma cranico i segnali più evidenti sono sonnolenza, vomito, convulsioni. Fondamentale in questo caso portare il bambino al Pronto Soccorso subito perché il bambino va monitorato con eventuale radiografia.