Dislessia: cos’è, come riconoscerla e trattarla

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14/02/2021

La dislessia è un fenomeno che, negli ultimi anni, viene diagnosticato con molta più facilità; come si distingue la dislessia da altre forme di deficit dell’apprendimento? Come captare i primi sintomi in età prescolare? Giacomo Stella, docente dell’università di Reggio Emilia ha risposto a tutte queste domande.

Dislessia

Con la consulenza del professor Giacomo Stella, Ordinario di Psicologia clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore scientifico Istituto Ricerca Dislessia Evolutiva (IRIDE), autore di “Tutta un’altra scuola!” (Giunti).

Quando un bambino ha difficoltà a man­tenere l’attenzione a scuola, a concen­trarsi, è molto lento nella lettura oppure non comprende bene ciò che ha letto, allora potrebbe essere dislessico.

La dislessia è un disturbo neurologico classificato tra i Disturbi specifici di apprendimento (DSA). Oggi, fortunatamente, viene diagnosticata con più facilità rispetto al passato e trattato in tempi più rapidi.

La principale caratte­ristica di questo disturbo è la “specificità”, cioè la difficoltà che hanno alcuni soggetti in età scolasti­ca a leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente.


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Non è una malattia, ma una neurodiver­sità, cioè uno sviluppo neurologico atipico. Che si può trattare con successo.

Dislessia: cosa accade nel bambino

LEARNINGIl bambino dislessico mostra difficoltà nella lettura corretta delle parole scritte, scambia lettere simili come la “b” con la “d”, la “p” con la “q”, la “e” con la “a”.

A volte, inverte l’ordine delle lettere all’interno di una parola o mostra una difficoltà nella scrittura delle parole e nella competenza ortografica (si dice disortografia) oppure ha problemi nella grafia (disgrafia), che si manifesta con una scrittura poco leggibile.

Inoltre, la dislessia spesso è associata alla discalculia, un disturbo dell’apprendimento del sistema dei numeri e dei calcoli. Il pratica il bambino non riesce a identificare i numeri e scriverli, memorizzare le tabelline, eseguire le procedure di calcolo, la difficoltà nel numerare in senso progressivo.

In alcuni casi, però, può verificarsi il cosiddetto disturbo associato e questo accade quando la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia compaiono insieme, oltre che isolatamente.

Dislessia non significa meno intelligenza

INTELLETTO

È bene sottolineare che la dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici.

Il bambino dislessico, che generalmente è vivace e creativo, è un bambino sano che riesce a scrivere e a leggere solo concentrando al massimo le sue capacità e le sue energie.

Per questo si stanca molto più rapidamente rispetto ai suoi coetanei. Il disturbo è più frequente nei maschi, ma ancora non è chiara la causa, forse perché si associa ai disturbi del linguaggio, più frequenti nel sesso maschile.


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Il disturbo specifico di apprendimento è un tratto costituzionale, quindi, è presente sin dalla nascita. Generalmente, però, si manifesta quando il bambino inizia ad andare a scuola perché lì è richiesto di leggere, scrivere e fare i calcoli. Ed emergono le difficoltà, che in passato venivano spesso scambiate per semplice svogliatezza e questo creava ancora maggior disagio nel piccolo.

I primi segnali da tenere sott’occhio

INTELLIGENZA

In linea generale in età prescolare il segnale più evidente è il distur­bo del linguaggio.

Se un bambino, al compimento del quarto anno di età, ha ancora significativi problemi nel parlare (che non sia ovviamente la famosa erre moscia) e dice, per esempio, ancora le “cappe” per dire le scarpe o la “potta” per dire la porta, allora ci sono circa l’80% delle probabilità che si manifesti la dislessia in età scolare.

In termini di percentuale possiamo dire che, su cinque bambini che parlano con difficoltà, quattro avranno un distur­bo di apprendimento.

Altri campanelli d’allarme possono essere la difficoltà in alcune abilità motorie come allacciarsi le scarpe oppure fare confusione nei rapporti spaziali e temporali (confondere la destra con la sinistra; ieri e domani; mesi e giorni).


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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