Cosa fare quando il piccolo non dorme

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16/02/2021

Sappiamo che è perfettamente normale che nei primi mesi di vita il piccolo si svegli più volte durante la notte. Solitamente si riaddormenta subito dopo la poppata, in modo estremamente naturale. Se questo non avviene potrebbe aver bisogno di ristabilire il suo ritmo sonno-veglia. Ecco alcuni consigli.

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Forse hai sempre pensato che l’insonnia fosse un problema degli adulti. Invece riguarda anche i piccoli: il 20-30% dei bimbi nel primo anno di vita ha problemi di sonno. A differenza dell’insonnia dei “grandi”, per ritrovare la buona “nanna” non sono mai necessari farmaci. È sufficiente mettere in pratica delle semplici regole di igiene del sonno che servono a ristabilire il ritmo del riposo e della veglia.

“L’insonnia nei piccolini è legata, nella metà dei casi, a un preciso disturbo

spiega Susanna Esposito, vice-direttore dell’Unità operativa di pediatria I, Ospedale Maggiore Policlinico, Milano.

Male al pancino: la causa principale


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La causa più frequente è la colica gassosa, provocata da un po’ di aria nell’intestino. In questo caso il bambino piange disperato, irrigidisce le gambe, scalcia e non si calma neppure se lo si culla.

Per aiutarlo a superare la crisi fagli un massaggino sulla pancia in senso orario, senza toglierlo dal suo lettino. Parlane però con il pediatra: a volte è semplicemente un problema di tettarella consumata, per cui il piccolo mentre mangia aspira aria.

Si può trattare però anche del segnale di un’intolleranza al latte artificiale che gli stai dando. I sintomi? È irritabile, fatica ad addormentarsi e quando finalmente il sonno ha il sopravvento non è mai ininterrotto. In questo caso prova a sostituire il prodotto che stai usando con quello di un’altra marca. Oppure passa al latte di soia per uso pediatrico: non contiene lattosio che è la sostanza che scatena il disturbo.

Attenta alle cattive abitudini

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L’insonnia infine può essere causata da un vero e proprio vizio acquisito nei primi sei mesi di vita. Come spiega la Professoressa Esposito:

“Quando è molto piccolo, è normale che il bimbo si svegli quasi tutte le notti due, tre volte, anche se non ha più le poppate notturne. Il più delle volte si riaddormenta da solo. Se però la mamma corre nella sua stanza al primo vagito per vedere che cosa succede, lo prende in braccio e lo ninna, oppure gli dà del latte, gli modifica la qualità del sonno.”

In sostanza, il piccoloimpara” che tutte le volte che si sveglia può ottenere qualcosa. Così, il suo sonno diventa scadente e si scatena una vera e propria forma di insonnia. La soluzione? Individua qual è l’atteggiamento che ha provocato il problema e correggilo prima possibile, perché il bambino dopo il primo anno di vita diventa più refrattario a ogni cambiamento.


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Per esempio, se vuole mangiare anche di notte, ma hai eliminato da tempo la poppata notturna, fai in modo che l’ultima sia intorno a mezzanotte e quando si sveglia e piange dagli il ciuccio o cullalo, ma senza prenderlo dal lettino. Se invece vuole semplicemente più attenzioni, aspetta almeno cinque minuti dall’inizio del pianto prima di entrare nella sua stanza, fai in modo che ti veda e resta seduta vicino a lui appoggiando la mano sul suo corpo fino a fargli riprendere sonno. Ricordati però di non parlargli e di non portarlo fuori dalla cameretta.


Beatrice Della Longa
Esperta in: bellezza e settore alimentare
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