Con la consulenza del dottor Carlo Lazzari, psicoterapeuta, oggi vediamo come insegnare ad amici e parenti a relazionarsi nel migliore dei modi a tuo figlio, per evitare inutile stress e ansia al piccolo.
Il tuo piccolo è bello, dolce, paffutello e sempre sorridente! Voilà: inutile dirlo è il cocco dei parenti e degli amici che frequentano casa tua! Per tutti è un meraviglioso giocattolo da prendere in braccio, accarezzare, abbracciare. Per i figli dei tuoi familiari e conoscenti è un cucciolo cui fare tanti scherzi… ma attenzione!
“I bambini non sono bambolotti e tutto questo “affetto” improvviso può disorientarli e renderli insicuri. Un accudimento sereno è un antidoto contro stress e stanchezza. Ma un eccesso di coccole e carezze può rappresentare una minaccia per il sistema “allarme-difesa”: il bambino, ricordiamolo, nei primi anni di vita usa prevalentemente le aree cerebrali delle emozioni e ha bisogno per sentirsi tranquillo di essere affidato a persone che conosce molto bene e di cui si può fidare”
spiega Carlo Lazzari, psicoterapeuta. Quindi, prima di “consegnarlo” a parenti, amici o ai loro figli bisogna innanzitutto, come genitori, aver fiducia di queste persone.
“L’osservazione delle espressioni sul loro viso, il modo di comunicare, magari con risate e smorfiette gioiose possono darci molte informazioni sul tipo di attenzioni o disattezioni che parenti & C. riserveranno a nostro figlio, ma anche sul carattere, sulla calma o sul senso di agitazione che trasmettono”.
Come giocare con il bimbo
Altro dettaglio da tenere in considerazione: il modo di stare insieme al piccolo. Osserviamoli in azione: se amano nascondersi, sentirsi importanti o se preferiscono giochi alla luce del sole, da condividere.
E monitoriamo eventuali trasferimenti in casette, nascondigli, angoli dell’appartamento. Ricordiamo che i giochi, se partecipa il nostro bimbo piccolo, devono svolgersi alla vista dei genitori!
Diverso, invece, il classico nascondino che però viene scandito dalla conta, dalle corse per trovare la tana. Ed è quindi un tipo di divertimento di cui noi riusciamo ad avere, comunque, un continuo controllo.
Fallo sentire importante
Può capitare che, a volte, i più “vecchi” accettino il piccolo per un loro scopo: giocare a fare i capi o i genitori. In genere ai grandi piace accudire i piccoli, forse, questa abitudine è più sentita nelle bambine che, di solito, tendono a emulare il comportamento materno.
Bisogna però tenere presente che non sempre il gioco è rispettoso, e il piccolo può avvertire come irritante l’invadenza degli adulti anche se apparentemente non mostra reazione o risponde all’attacco con il sorriso.
L’unica difesa possibile in casi come questo è un intervento, magari impopolare, ma diretto dell’adulto: “ragazzi, giocate senza prendere continuamente in braccio il bambino!”
Ai maschi piacciono i giochi infantili
Capita anche che il piccolo sia accettato perché fra gli adulti e ragazzi circola lo strano desiderio di tornare a sentirsi piccoli, senza vergognarsi e di rispolverare vecchie passioni, come imbrattarsi nella sabbia o divertirsi con bambole e pupazzi.
E, allora, lascia un po’ fare: il piccolo diventa un comodo alibi per giocare, pasticciare come si era soliti fare durante l’infanzia, ma in realtà così siamo tutti felici.









