Come educare i figli: dire di no è importante

Come si educano i bambini? Educare i bambini richiede impegno, attenzione, sensibilità, calma e… tempo, ma significa anche saper dire di “no”. Soddisfare ogni loro desiderio potrebbe provocare, seri problemi una volta adulti.

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E’ quanto affermato al XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), nel corso del quale i pediatri hanno dichiarato che regole, divieti e piccole imposizioni per i bimbi, sono necessari alla loro crescita. Educare un bambino significa anche fargli capire che non può fare, o avere, tutto quello che vuole. Ci sono delle cose che proprio non si possono fare.

Per quanto sia naturale per un genitore, desiderare il meglio per il proprio bambino ed aspirare a dargli sempre di più, rispetto a quello che si è avuto per se stessi, bisogna porre dei limiti ben chiari, fin dai primi anni di vita.

Mamma e papà: non perdere mai la calma

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Il primo consiglio quando ci si rende conto che la pazienza sta per arrivare al limite, è di cercare di non far ricadere la propria rabbia sui bambini, tentando di disinnescarsi da soli, senza agire d’impulso.

Un suggerimento prezioso è quello di non perdere platealmente la calma perché a tutti capita di sentirsi esasperati; in tal caso, quando lo “tsunami” della rabbia si sta per abbattere, è bene dare a voi e a vostro figlio, un tempo per tornare alla calma. Altra regola fondamentale è quella di essere sempre coerenti: quando dite “no” a vostro figlio deve essere “no”.

Nel momento in cui siete chiamati a imporre un divieto, fatelo con voce ferma e guardandolo dritto negli occhi, senza dare inizialmente troppe spiegazioni perché il piccolo, preso dal divieto, non le capirebbe. Procedete, poi, con la spiegazione e non fate retromarcia. Quando il piccolo sta compiendo un’azione sbagliata, invece di dargli uno sculaccione, richiamate la sua attenzione battendo forte le mani in aria e ditegli con fermezza che quello che sta facendo è sbagliato.
Dopo aver detto di “no” ad un comportamento scorretto, proponetegli un modo positivo di reagire.

I bambini sono lo specchio dei genitori

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Altra regola molto importante è che mamma e papà concordino sulla linea educativa da tenere, perché diventa destabilizzante per un bambino, ottenere l’appoggio incondizionato di un genitore e l’opposizione dell’altro. Naturalmente non si possono dare delle norme di comportamento in grado di garantire sull’educazione corretta dei figli: ogni genitore è unico, così come unico è il proprio bambino. Pertanto spetta alla sensibilità del genitore compiere, giorno dopo giorno, le scelte che reputa più adeguate.

Certamente vi succederà di sbagliare, ma questo non deve spaventarvi, perché l’errore non è più significativo di ciò che si fa successivamente per riparare la relazione. Ricordate, inoltre, che i figli imparano molto dall’esempio dei genitori e dal vostro comportamento apprendono molto più che dalle parole. In fondo “i bambini cattivi non esistono, esistono solo cattivi educatori”.

Il “no” utile e non la ritorsione

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Dire di no educa ad ogni età, ma il divieto deve essere sensato e ponderato, e non deve essere una ritorsione fuori contesto. Vietare ad un figlio adolescente che ha preso un cattivo voto a scuola, una serata fuori casa con gli amici, può essere più efficace di qualsiasi altro strumento. A condizione, però, che il messaggio trasmesso sia semplice ed incisivo: “puoi uscire la sera, solo se vai bene a scuola” e senza aggiungere altro.

Ricordate che il metro di giudizio delle capacità educative di un buon genitore, non è misurare la propria capacità di soddisfare tutte le richieste del bambino.

Piuttosto è importante comprendere quando e in che modo di imporsi, così come riconoscere quando è il momento di premiare, acconsentire o cedere. Il rispetto per la mamma, il papà, la nonna, la sorellina o la maestra, il valore del denaro, il concetto che non tutto può essere concesso e che ogni azione ha le sue conseguenze, compresa anche una punizione per un comportamento sbagliato, possono essere insegnati anche a un bimbo molto piccolo. In tal caso, ciò deve avvenire in un clima di calma, confidenza, allegria e anche di gioco, perché giocare per i piccoli è una cosa seria ed il linguaggio ludico è quello maggiormente comprensibile per i figli.