Cefalee: cosa sono e quanti tipi ne esistono

Acuta, persistente o localizzata. Sono tante le forme con cui si può manifestare il mal di testa, tanto negli adulti, quanto nei bambini. Soprattutto in età pediatrica, occorre ascoltare cosa lamentano i piccoli per capire di quale tipo di mal di testa soffrono e ricercarne le cause insieme al pediatra. Un esperto ci guida nella comprensione di questa evenienza.

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I mal di testa, o cefalee, non sono infatti tutti uguali:

“È importante riconoscere i differenti tipi di mal di testa”,

sostiene il dottor Piero Pavone dell’Unità Operativa di Pediatria ed Emergenza Pediatrica presso il Policlinico Vittorio Emanuele di Catania,

“per indagare con tempestività sulle possibili cause del malessere e intervenire con prognosi e terapie adeguate. Esistono, infatti, diversi tipi di mal di testa con evoluzione e implicazioni terapeutiche completamente diverse”.

Cefalee primarie e secondarie

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La principale distinzione si basa fra cefalee primarie e secondarie. Le prime sono le più comuni, non hanno una causa precisa e si manifestano in vari modi: emicrania, con e senza aura, cefalea tensiva, cefalea a grappolo (più rara in età pediatrica).

L’emicrania, la più comune, è accompagnata da altri sintomi, come il fastidio alla luce (fotofobia), agli odori (osmofobia) o rumori (fonofobia) e poi vomito e dolori addominali. Quella con aurea, meno diffusa, viene anticipata da disturbi della vista, formicolii e riduzione della sensibilità di un arto o di metà del corpo e disturbi del linguaggio.

La cefalea tensiva si manifesta soprattutto nell’adolescente: sembra una morsa con un’intensità medio-lieve.Infine la cefalea a grappolo, piuttosto rara. Quest’ultima colpisce l’area orbitaria, è intensa e può durare anche mezz’ora.

Le secondarie, meno diffuse, hanno una causa precisa, come intossicazione da farmaci, tumore cerebrale (rarissimo in età scolare) e traumi.

“In questi casi il bambino non sa localizzare bene il dolore, che è acuto, e potrebbe avere dei risvegli notturni dovuti al mal di testa”,

afferma il pediatra.

Diagnosi dell’emicrania infantile

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Come primo passo il pediatra chiederà un consulto neurologico.

“Grazie all’esame obiettivo dello specialista, abbiamo un quadro clinico già chiaro. Associato a questo possiamo eventualmente affiancare esami diagnostici di approfondimento, come la risonanza magnetica, la TAC, i prelievi del sangue, la visita dentistica, oftalmologica e ortopedica, perché i difetti di postura possono avere una componente importante nelle cause”.


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Non esistono dati epidemiologici nazionali che registrino la diffusione dei diversi mal di testa nell’età pediatrica. Tuttavia si sa che le cefalee a questa età colpiscono il 30% dei bambini almeno una volta a settimana e il 6% più volte o addirittura tutti i giorni.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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