Bambini: quando servono gli occhiali?

Con la consulenza del dott. Francesco Carones, chirurgo oculista a Milano, scopriamo insieme quando ai nostri bambini servono gli occhiali già da piccolissimi, e quando invece non sono necessari.

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“Possono nascere miopi (è faticosa la messa a fuoco di oggetti lontani), astigmatici (gli oggetti appaiono distorti) o ipermetropi (cattiva visione degli oggetti vicini). Quest’ultima, una condizione molto diffusa che però può risolversi con la crescita e l’allungamento dell’occhio” spiega l’oculista.

“Negli altri casi, se il difetto è bilanciato, cioè è simile nei due occhi, non ci sono grossi problemi: il bambino vede le immagini sfuocate, ma con entrambi, quindi non c’è il rischio che uno dei due occhi lavori meno e si sviluppi l’ambliopia. Se il difetto è lieve, per gli occhiali c’è tempo. Se invece è accentuato e differenziato, il difetto visivo si corregge con gli occhiali o con le lenti a contatto. Queste ultime, ovviamente, richiedono maggiore cura per la manutenzione da parte della mamma, ma si possono prescrivere anche ai piccolissimi, già a un anno, un anno e mezzo, soprattutto se la miopia, l’astigmatismo o l’ipermetropia è più forte in un occhietto, per evitare il rischio di ambliopia”.


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È davvero strabismo?

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Un altro problema diffuso, quasi sempre congenito e solo raramente acquisito, è lo strabismo. “Non sempre c’è davvero, e in questo c’è un po’ di verità nella saggezza popolare per la quale tutti i neonati sono strabici” rassicura il dott. Carones.

“Il bambino sembra strabico semplicemente perché nei piccoli la plica cutanea che va dall’osso frontale superiore verso il naso e passa sull’osso zigomatico (il canto interno dell’occhio) è piuttosto marcata, accentuando l’effetto visivo del bianco sulla parte esterna dell’occhio rispetto alla parte interna. Lo strabismo reale, invece, colpisce entrambi gli occhi e può essere vario: convergente, divergente – con un occhio che ‘scappa’ all’esterno -, verticale, con un un occhio che sembra più in basso rispetto all’altro”.

In ogni caso, un controllo è essenziale:

“Non è solo un problema estetico. Se i due occhi non sono sullo stesso asse, il cervello riceve messaggi visivi in conflitto tra loro. Perciò, con un meccanismo di difesa, sopprime uno dei due occhi e di nuovo, si ricade nell’ambliopia”.

Revisione periodica

Se il bambino porta gli occhiali, è bene farli revisionare dall’ottico ogni 6 mesi: per urti o pressioni durante il gioco la montatura può andare fuori asse, le lenti possono graffiarsi o danneggiarsi con il rischio di favorirealtri difetti.