Bambini: perché le favole sono importanti

Con la consulenza della dott.ssa Elisabetta Leslie Papacella, Pedagogista, già componente del comitato tecnicoscientifico del MIUR per i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), responsabile del servizio psicopedagogico nella scuola pubblica, parliamo di quanto è importante leggere favole ai più piccoli.

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Ascoltare e raccontare le fiabe fa bene a tutti: offrono agli adulti un’occasione per rituffarsi nell’infanzia e danno la possibilità ai bambini di risolvere i propri conflitti e le proprie paure. Avvicinando i bambini e i ragazzi al proprio alfabeto emotivo, si può sperare che, con meno facilità, restino sopraffatti dalle emozioni che proveranno.

Sapranno riconoscere e dunque esprimere le proprie emozioni identificandosi nei personaggi delle storie. Quando un bambino ascolta una fiaba, entra completamente in quel mondo magico. Lui “è” il principe, lei “è” la principessa…

Avere un’intelligenza emotiva è una grande risorsa per la crescita e saper gestire le proprie emozioni permetterà ai bambini di avere maggiori capacità relazionali.


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Le storie di animali possono avere un buon impatto emotivo sui bambini perché i bambini amano gli animali, con essi possono entrare facilmente in empatia e quindi sono agevolati a seguire le vicende di un topolino o un orso con molta più facilità.

Le favole per spiegare il senso della vita

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Le fiabe hanno un ruolo insostituibile, possono essere utili per favorire la fiducia in se stessi, per contestualizzare, per comprendere meglio e per dare senso anche agli eventi più disturbanti della propria vita.

È importante, inoltre, raccontare fiabe perché, attraverso l’utilizzo dell’esposizione, si può stabilire un dialogo interno tra adulto e bambino. Attraverso l’uso della metafora si aiutano i bambini a scoprire modi differenti di leggere le situazioni e a trovare le soluzioni.

I protagonisti delle fiabe hanno inizialmente un pensiero, un problema, un comportamento negativo o un’emozione disturbata e, nel corso della storia, vengono aiutati a esplorare un punto di vista diverso, a guardare da un’altra prospettiva e a mettere in atto emozioni e comportamenti alternativi che gli permetteranno di accedere a risorse personali che non sospettavano di avere.

La funzione creativa è stimolata, si può sperimentare il cambiamento. Si può essere altro (si può immaginare, a modo proprio, un lupo, una regina o una mamma cattiva) senza essere disturbati da immagini, suoni o avere paura di mettersi alla prova. Il cambiamento, la trasformazione sono visti in modo evolutivo e costruttivo.


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Tempo prezioso da passare con i figli

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In questo momento storico ricco di stimoli e di pressioni per bambini e adulti, non esiste più un tempo “vuoto” dove incontrarsi. Si è affaccendati in un fare continuo che riempie la vita dei più piccoli e dei grandi di tante attività, di immagini, rumori, ma di poche possibilità di fantasticare, riflettere e ascoltare.

Le favole, quindi, sono essenziali alla crescita emotiva e cognitiva dei bambini, insegnano a risolvere problemi e a riflettere sulle situazioni. Insegnano ad avere pazienza, a problematizzare, a essere empatici, a superare piccole fobie e paure, insicurezze e conflitti. Possono essere uno strumento per insegnare la generosità, il coraggio, la pazienza.

Meglio il classico o il moderno? Entrambi. Il mondo della fiaba è al di fuori dello spazio e del tempo: è autentica magia. Le favole, comunque, rappresentano un’area d’intersezione tra reale e immaginario e consentono di agire conflitti e trovarne le soluzioni.

Più la storia è lontana dal quotidiano, più funziona. La metafora ci permette di accedere a contenuti profondi molto più di un’immagine troppo vicina alla realtà. Le favole permettono di poter sperimentare tutte le emozioni possibili.

Fare esperienza in modo protetto delle possibili emozioni che una favola suscita, vuol dire riconoscere piano piano nel tempo tutta la gamma delle emozioni che ci attraversano. L’educazione emotiva, quindi, passa anche attraverso le fiabe.

Esse permettono di vivere sentimenti ed emozioni che allenano emotivamente. Se il bambino sa riconoscere le emozioni come, per esempio, la paura, la rabbia, la gelosia, la tristezza, ecc., imparerà a gestirle e a usarle nel modo più utile e conveniente, riuscirà a non esserne sovrastato ma anche a non reprimerle.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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