Bambini: fino a che età farli dormire nel lettone?

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Far dormire un bambino nel lettone è giusto? E se diventa un’abitudine? Abbiamo esposto i nostri dubbi alla dottoressa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma e curatrice del blog Psicologo in famiglia

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Occhi cerchiati, spossatezza, nervosismo: abbiamo dormito male – oppure per nulla – e il motivo non è da ricercare in un malessere.

Semplicemente abbiamo riposato poco perché la notte appena passata l’abbiamo trascorsa con il nostro bambino che ci ha raggiunto dalla sua cameretta e si è infilato nel lettone insieme a noi.

Probabilmente lo avremo accolto raccontandogli che questa sarebbe stata l’ultima volta, sapendo già, in cuor nostro, che cederemo ancora alla sua richiesta di accucciarsi tra mamma e papà.

È naturale che il bambino voglia dormire nel lettone di mamma e papà, luogo caldo e sicuro, quasi “magico”, dove, attraverso il contatto fisico con i genitori, sperimenta sicurezza e protezione.

Il lettone è un posto speciale e deve essere conquistato dal bambino in occasioni speciali. Ciò vuol dire: non si dorme tutti i giorni con mamma e papà, perché non dare questa abitudine permette al bambino di sviluppare la sua autonomia. E preserva l’intimità della coppia.

La regola e le eccezioni

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Come ogni regola anche quella del lettone ha le sue eccezioni. A volte si può essere flessibili di fronte alle richieste del bambino.

Nulla vieta che, in casi particolari, per esempio di fronte a cambiamenti (trasloco, vacanze, soggiorno da parenti o amici) o a situazioni nuove che provocano nervosismo e ansia, si tenga con sé per farlo addormentare, riportandolo poi nel suo lettino.

Questa modalità diventa un rito rassicurante che lo calma. Per poi tornare tranquillo nel suo lettino.

Organizza uno spazio tutto suo

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La nanna nel lettone è un’abitudine che si può evitare creando una cameretta o uno spazio accogliente che sia solo del bambino.

Se l’appartamento è piccolo e non c’è una cameretta per lui, create una separazione tra l’ambiente del piccolo e quello dove dormite voi (si può mettere un paravento tra il letto e la culla).

Il bambino dovrà addormentarsi nel suo letto con un genitore a fianco. È importante stabilire orari precisi per andare a dormire, raccontargli una favola, concedergli la compagnia del suo peluche.

Se nella notte il bambino si sveglia ed entra nella vostra camera, riaccompagnatelo nella sua senza cedere alla pigrizia o alla compassione.

Il piccolo ha preso l’abitudine (sbagliata) di dormire nel lettone? Cercate di disabituarlo: rendete piacevole il momento della nanna con una favola e le coccole. Se teme il buio tenete accesa una lucina e lasciate la porta aperta.

Occorre pazienza e tenacia per promuovere e consolidare la nuova abitudine: non bisogna cedere, anche se il piccolo si dispera occorre farsi vedere risoluti e decisi.

Il neonato: dorme meglio nella culla

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Se a entrare nel lettone è un bambino di pochi mesi o giorni, occorre fare attenzione: almeno un genitore dovrebbe essere sveglio per monitorare la situazione. Il rischio è che il bambino sia schiacciato o spinto giù nel sonno.

Meglio dunque che il neonato dorma nella sua culla in uno spazio protetto. La cosa migliore sarebbe quella di farlo dormire da subito, appena rientrati dalla clinica, nel suo lettino.

Già appena nato è importante che il bambino abbia uno spazio suo. Se ciò non è possibile, è importante che si installi nella sua cameretta dai 5/6 mesi: quando diventa troppo lungo per dormire in culla, è il momento di trasferirlo nel nuovo lettino nella sua stanza.