Bambini disobbedienti: come educarli?

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Se dovessimo definire la nuova generazione di nati, non sarebbe difficile coglierne alcuni aspetti sempre più diffusi: bambini disobbedienti, dai tipici atteggiamenti oppositivi, che a volte dimenticano le regole della buona educazione; in alcuni casi persino ribelli e “arrabbiati”. Com’è possibile essere già così nervosi fin da piccoli? E quali sono le strategie per aiutarli nella loro crescita? Scopriamone di più insieme.

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Per comprendere il fenomeno è necessario partire dalla consapevolezza che è mutato contesto sociale: la famiglia non è più quella di una volta e la nuova baby generazione include sempre più spesso di piccoli “despoti”. Si tratta di bambini ingestibili in casa, a scuola e fuori dai centri di aggregazione.

Complice il caldo, che aumenta fisiologicamente il nervosismo non solo nei bambini, ecco che in questo periodo si acuisce anche la difficoltà dei genitori nel gestire i loro figli più piccoli. In loro aiuto, la dottoressa Cristina Roccia, psicologa e psicoterapeuta presso il “Synergia Centro Trauma” di Torino che si occupa delle problematiche legate all’infanzia.

Genitori autorevoli o autoritari? La differenza

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Se i bambini di oggi sono più disobbedienti, è pur vero che i genitori sono meno autorevoli.

“Ma non meno autoritari, che è un concetto diverso dall’autorevolezza”,

sottolinea l’esperta.

“Il genitore autoritario è colui che ‘comanda’ utilizzando la forza, la coercizione e le urla; il genitore autorevole è invece la persona che esercita una funzione e a cui il bambino sa di dover obbedire in virtù del suo ruolo. Il problema reale è che oggi i bambini non sanno e non riconoscono di dover obbedire ai propri genitori, perché ritengono mamma e papà dei ‘pari’, degli amici che a loro volta mancano di coerenza. In tenera età è fondamentale che il genitore costituisca l’esempio da seguire e rimanga in una posizione di gestione che faccia percepire al bambino la sicurezza di trovarsi in una famiglia in cui, chi la conduce, sa quello fa. In una situazione di sicurezza e fiducia negli adulti, i bambini seguiranno volentieri le loro richieste. Quando ciò accade, è importante che i genitori si complimentino con i loro figli e mostrino che i loro piccoli sforzi non sono passati inosservati”.

Educazione: le regole vanno spiegate con amore

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Le regole, invece di essere imposte, si discutono insieme, ponendo comunque il bambino in una posizione che gli consenta di percepire che i genitori sono profondamente interessati al suo bene. Una volta un padre o una madre avrebbero detto: “Se tieni il cellulare a tavola, non mangi”.

“La situazione attuale è molto diversa. Oggi dice solo, con tono spesso aggressivo o superficiale, di non tenere il cellulare a tavola, magari con espressione molto seccata, senza dare spiegazioni positive, ferme e amorevoli sui benefici del non farlo. È essenziale invece dare un’alternativa accattivante, che non sia guardare la tv o un generale silenzio nervoso, ma che ponga il bambino all’interno di un nucleo in cui gli uni siano interessati agli altri e tutti siano curiosi delle reciproche storie quotidiane. Se poi sarà proprio l’adulto a intrattenersi con il telefonino durante il pranzo, infrangendo le sue stesse regole, il bambino percepirà l’incoerenza e non farà mai volentieri ciò che gli si chiede”.