Bambini: come superare la paura dell’acqua

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Le tanto desiderate vacanze sono arrivate e tu non vedi l’ora di giocare con tuo figlio nell’acqua. Hai comprato il gonfiabile adatto alla sua età, i braccioli, il secchiello e la paletta. Poi arrivi in spiaggia e lui si immobilizza o, peggio ancora, piange e si dimena se provi a farlo entrare con te. Cosa fare? Proviamo insieme a trovare soluzioni prima di partire.

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Può capitare che il tuo bambino non voglia nemmeno avvicinarsi al bagnasciuga e che si faccia prendere da vero e proprio terrore una volta di fronte all’immensa distesa d’acqua. l rischio è quello di non fargli provare i benefici dell’acqua di mare e di vivere questo tempo di relax con l’ansia di dover arginare le sue paure, senza considerare che dovrete entrare in acqua alternandovi.

Bimbi e paura dell’acqua: cosa fare?

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Non è insolito che un bambino dai due, fino ai quattro, cinque anni cominci ad associare il mare a una situazione di pericolo, di instabilità e di paura, anche se negli anni precedenti era sempre stato entusiasta quando entrava in acqua con voi.

Sono manifestazioni che vanno rispettate e mai sottovalutate. È importante in questi casi non far sentire inadeguato il bambino, soprattutto mai dargli del “fifone”, ma rendere accattivante l’idea di avvicinarsi all’acqua poco alla volta, senza pressioni, complimentandosi con lui per i suoi progressi.

La necessità di acqua per giocare con la sabbia, si dimostra di solito un ottimo stratagemma per farlo avvicinare alla tanto temuta riva. Ci si può munire di una vaschetta da portare sotto l’ombrellone e invitare il bambino a seguirvi per andare a riempirla di acqua di mare.

Una volta sul bagnasciuga, mostrargli con naturalezza come si fa, poi vuota la vaschetta e chiedergli di essere lui a riempirla, anche più volte, magari tenendolo per una manina. In breve tempo, sempre sotto la tua vigile attenzione, sarà lui ad andare a procurarsi  l’acqua per i suoi castelli di sabbia e le sue buche da riempire.

Abituare i bambini all’acqua

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Non è scontato che il bambino nell’acqua si diverta:  se è troppo fredda per esempio, può avvertire subito un senso di disagio e rifiutarsi di provare di nuovo. Tuttavia, se il bambino appare davvero restio a entrare in mare, un corso in piscina prima delle prossime vacanze può rappresentare una buona soluzione.

Molti impianti sportivi organizzano corsi per genitore più bambino. Il primo impatto avviene con la rassicurante presenza di papà o mamma, in un ambiente confortevole, meno vasto, con un’acqua più ferma e dalla temperatura mite.

Rispettare i suoi tempi

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Ma se il bambino crescendo continua a non sentirsi attratto dall’acqua? È importante che i genitori rispettino la sua paura. Vorrà dire che l’approccio richiederà più tempo e maggiore gradualità. Vietato fare confronti con i coetanei, perché umiliano il bambino favorendo la bassa autostima di sé e possono scatenare ansie da prestazione del tutto controproducenti.

Il contatto con l’acqua non deve diventare una sfida né tantomeno un “dovere”, ma rimanere sempre nella dimensione ludica e piacevole. Ci vorrà più tempo, non è obbligatorio diventare campioni. Basta che non si comprometta la possibilità di praticare uno degli sport più completi per la formazione sia fisica, sia psicologica del bambino.