Bambini: come prevenire l’obesità

Con la consulenza degli esperti analizziamo la crescente obesità tra i più piccoli. Vediamo quanto questo fenomeno è in aumento e quali potrebbero essere le possibili cure.

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Con la consulenza della Dott.ssa Michela Barichella, Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, Responsabile medico del Servizio dietetico ICP dell’Ospedale di Milano, Presidente di Brain and Malnutrition Association; Prof. Claudio Maffeis, Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell’Università di Verona, Direttore della UOS nutrizione clinica e obesità dell’Ospedale Borgo Roma, Verona. Entrambi membri del Comitato scientifico dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano.

A lanciare l’allarme sull’eccessivo peso dei bambini italiani è una nuova indagine condotta dagli esperti dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano. Pubblicato alla riapertura delle scuole, lo studio oltre a gettare nello sconforto la maggior parte dei genitori, sempre più attenti a proporre ai figli un’alimentazione corretta e in questo periodo alle prese con la scelta degli sport pomeridiani, ha valutato le abitudini alimentari, l’attività fisica e i dati antropometrici di 2062 bambini e ragazzi di età compresa fra i 6 e i 13 anni (di cui 1390 in età fra 6-10 anni e 672 in età compresa tra 11-13 anni).


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I risultati?

  • il 30%, dei bambini sono in sovrappeso,
  • il 15/% sono obesi,
  • per un totale complessivo del 45% di bambini con peso in eccesso.

I dati confermano l’Italia ai primi posti della classifica europea per quanto riguarda il sovrappeso dei bambini, nonostante il nostro Paese sia rinomato nel mondo per la dieta mediterranea e stia focalizzando l’attenzione dell’Expo 2015 proprio sul tema della nutrizione.

“La vita sedentaria e la scarsa attività dei bimbi potrebbero spiegare l’eccessivo aumento del peso dei bambini più piccoli, mentre le cattive abitudini alimentari e l’insufficiente introduzione di fibra potrebbero concorrere a peggiorare il quadro metabolico”, spiega la Dott.ssa Michela Barichella, Responsabile Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica ICP Milano.

Segnali scoraggianti, soprattutto per i più piccoli

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Ad incidere sul peso, come è noto, sono alimentazione e sedentarietà, e per entrambi i fattori emergono differenze sostanziali tra le due fasce d’età analizzate. Dall’indagine sull’attività fisica, ad esempio, i più piccoli (6-10 anni) risultano meno sportivi rispetto i più grandi (11-13 anni), con una significativa differenza proporzionale: il 9,9% contro il 18,2%. Mentre riguardo l’alimentazione, sempre i bimbi più piccoli (6-10 anni) superano i “grandi” per il minor consumo di frutta e verdura.

Quali gli alimenti disdegnati dai piccini? In particolare, come purtroppo è già ben chiaro alla maggior parte delle mamme, i bambini oppongono resistenza a legumi, pomodori, broccoli, cavolfiore, cavoletti, carote, zucchine, fagiolini, peperoni e verdure verdi (spinaci, bieta, coste etc.).


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Ma anche la frutta non rientra nei loro gradimenti, compresi, al di là di ogni previsione, l’anguria e il melone. In fondo alla lista dei cibi più odiati troviamo il pesce, e anche questa non è una novità: consumato dai piccoli in modestissime quantità (circa la metà), rispetto a quanto introdotto dai ragazzi più grandi.

Strategie di prevenzione: alimentazione e movimento

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La prevenzione incide sulle abitudini alimentari e lo stile di vita del piccolo e, di conseguenza, di tutta la famiglia, costituendo di fatto l’approccio con il miglior rapporto costo-beneficio per il controllo dell’obesità in età pediatrica e, nel futuro, adulta.

“Lo stile di vita è fondamentale, i genitori devono essere un esempio positivo per i propri figli, stimolarli ad avere una vita attiva, camminare e fare le scale, controllare l’attività svolta nel tempo libero ed evitare che il tempo passato davanti a Tv e videogiochi non superi le ore di attività motoria del giorno – sottolinea la nutrizionista -. Attenzione anche alla merenda e alla prima colazione, sono scelte importanti, per le quali sono da prediligere alimenti semplici, nutrienti, in linea con le linee guida per la sana alimentazione”.

Di seguito, le strategie di prevenzione messe a punto dagli esperti.


Paolo Cesarotti
  • Nutrizionista
  • Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
  • Master in medicina d'urgenza
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