Bambini: come presentare il nuovo partner

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Con la consulenza della prof.ssa Maria Rita Parsi, psicologa, psicoterapeuta, saggista, docente di Psicologia e fondatrice di Movimento Bambino, scopriamo i metodi più efficaci e meno duri per gestire l’arrivo di un nuovo partner e le emozioni dei più piccoli.

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“Quando una coppia si separa, la cosa più importante è garantire ai propri figli la presenza, nonostante la separazione. Solo l’amore costante può aiutarli a superare questo evento, comunque per loro molto doloroso”

chiarisce subito la prof.ssa Maria Rita Parsi che, per quanti pensano di rifarsi una vita, ricorda il rispetto di alcune regole fondamentali.

Occorre elaborare il lutto della separazione. La pazienza è d’obbligo. È molto importante, quindi, che la coppia superi la sensazione di colpa ed elabori il fallimento di non aver potuto portare avanti e per sempre il rapporto da cui sono nati i figli.

E, soprattutto, è fondamentale che la coppia allarghi la riflessione e permetta l’elaborazione del distacco, in un contesto terapeutico, a tutti i componenti della famiglia.

Anche i figli, quindi, devono avere il tempo necessario per maturare il lutto per la separazione dei genitori, il senso di abbandono e di solitudine tipici di questi eventi. Il dolore e l’elaborazione sono indispensabili. In questi delicati momenti è importante consultare o affidarsi a persone esperte, come psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, assistenti sociali ecc., figure competenti che guideranno e aiuteranno i nostri figli a non subire ulteriori traumi.

Non mentire mai ai propri figli

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Entrambi i genitori devono parlare apertamente e serenamente, spiegare i motivi della rottura della famiglia, senza finzioni o bugie ed evitando, di contro, rivendicazioni gratuite nei confronti dell’altro genitore.

Quando esiste un conflitto ancora acceso e aperto con la famiglia che si è disgregata, evitare che tale conflitto si allarghi e ricada sui figli. È dannoso coinvolgerli troppo emotivamente e violentemente sulla rottura della famiglia.

Qualora si decidesse di formare un nuovo nucleo familiare, ricordarsi che i percorsi devono essere graduali per non creare ulteriori disagi alle persone che ci stanno accanto.

La fretta, in queste situazioni, genera ulteriori sofferenze e difficoltà. Quando, invece, è solo uno dei coniugi a volere la separazione, perché ha conosciuto e iniziato una nuova storia, è importante dare non solo ai figli, ma anche all’altro coniuge, il tempo necessario per abituarsi alla nuova situazione. E, comunque, non portare subito a casa i rispettivi nuovi partner.

Se si crea un altro nucleo familiare, bisogna sapere che la “gestione” di una famiglia allargata è molto più delicata e complessa, soprattutto per i figli che si trovano ad avere e a vivere in due abitazioni diverse, con due stili di vita diversi, con nuove figure adulte di riferimento e, qualche volta, nuovi fratelli o sorelle.

La separazione è un momento delicato e difficile. Chiedere aiuto, sostengo, informazioni e formazione per rendere meno traumatico questo “passaggio”.

Ti presento un “amico”

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I nuovi partner: meglio presentarli come amici o, invece, dire subito la verità? È bene essere sempre sinceri con i propri figli. La verità va detta, sempre e comunque e, se non si riesce a parlarne da soli, si può ricorrere all’aiuto di persone competenti (psicoterapeuti, assistenti sociali, ecc…).

Una volta che i figli hanno elaborato il lutto della separazione, si sono tranquillizzati sul fatto che non perdono l’affetto dei rispettivi genitori, presentare il nuovo compagno della mamma o la nuova compagna del papà può essere un fatto naturale. Qual è il modo migliore?

Per creare meno imbarazzo, la prima volta la conoscenza può essere fatta in un contesto più ampio, un pranzo o una cena insieme ad altre persone dicendo ai propri figli frasi tipo: “sai, quella persona mi è molto simpatica” oppure “è una persona alla quale mamma o papà tiene molto…”.

Ma, è importante, tutto questo deve avvenire gradatamente, per non generare disagi nei propri figli.