Asma nei bambini: il caldo peggiora la malattia

L’asma nei bambini è un problema da non sottovalutare e, specialmente durante i mesi estivi quando caldo è torrido, la malattia tende a peggiorare. Il call del Pio XII a disposizione delle famiglie

bambini caldo

Con il caldo l’aria è più “difficile da respirare”: è quanto dimostra nuovo studio scientifico statunitense che ha osservato l’aumento dei ricoveri estivi per difficoltà respiratorie in pazienti che soffrono d’asma, in particolare bambini e adolescenti (da 5 a 17anni di età).

“La temperatura influenza la densità dell’aria. Per questo, a parità di altezza sul livello del mare, un’aria più calda è più densa e dunque più ‘difficile da respirare’, – spiega il dottor Alfredo Boccaccino, Direttore sanitario dell’Istituto ‘Pio XII’ Onlus di Misurina. – È naturale che tale difficoltà si amplifichi nel bambino asmatico, che già soffre di un’alterata elasticità polmonare basale”.


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Per chi ne volesse sapere di più su come evitare o ridurre i rischi e le difficoltà respiratorie dei propri piccoli durante il periodo estivo, che secondo le previsioni dovrebbe vedere numerose Regioni italiane nella morsa del caldo rovente, può chiamare il numero 0435.39008, parlando direttamente, e gratuitamente, con i medici dell’équipe specializzata del “Pio XII”, un Centro di eccellenza per la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle malattie respiratorie infantili ad alta quota.

Campus for Breathing: laboratorio diagnostico per famiglie

polmoni

E non è tutto, l’Istituto lancia un’altra importante iniziativa: i “Campus for Breathing“, week-end per famiglie e bambini con asma, organizzati allo scopo di migliorare il modo in cui i bambini gestiscono la malattia e assumono le terapie e aiutarli ad apprendere tecniche di riabilitazione respiratoria, mettendo a loro disposizione un laboratorio diagnostico specializzato per un inquadramento dettagliato e preciso della patologia.

“Il miglioramento della respirazione che si ottiene nel paziente asmatico portandolo ad altezze tra i 1500 e i 2500 metri, – precisa Alfredo Boccaccino, – è proprio legato a una minore densità dell’aria, che determina una riduzione delle resistenze respiratorie con miglioramento dell’elasticità polmonare. Ecco perché il soggiorno in alta quota migliora la performance respiratoria: l’aria penetra meglio nei polmoni e più le temperature sono basse minore sarà la sua densità”.

Il Campus for Breathing comprende:

  • visite mediche con valutazione della funzione respiratoria per i bambini;
  • un breve corso educativo-informativo per i genitori;
  • laboratori a tema, passeggiate o “giochi di movimento” per i bambini.


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Inoltre, per bambini o adolescenti già con diagnosi di malattia, il “Pio XII” organizza il percorso “Care for Breathing”, un ricovero di una o due settimane comprensivo di prima visita, test allergici e di funzionalità respiratoria, definizione del piano terapeutico, visite di controllo, terapia “Modello Misurina”; consigli educativo-informativi personalizzati, con informazioni mirate alle caratteristiche della singola famiglia/paziente; e servizi mirati di psicologia e fisioterapia.


Paolo Cesarotti
Nutrizionista
Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
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