Adolescenti: cosa fare quando non rispettano i genitori?

Con la consulenza del dottor Pietro Muratori, docente di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università di Pisa, Psicologo-Psicoterapeuta presso l’IRCCS Fondazione Stella Maris, abbiamo affrontato il tema dell’insubordinazione dei figli e di come gestirla al meglio per non esserne sopraffatti.

Litigio

Sfidano gli adulti e vogliono sempre averla vinta, sono costantemente insoddisfatti, urlano, diventano aggressivi e hanno un atteggiamento arrogante. Si tratta dei bambini, o anche adolescenti, cosiddetti “tiranni”: un vero e proprio problema per le famiglie e per chiunque entri in relazione con loro, compresi insegnanti e coetanei.

Gli esperti sembrano essere tutti concordi nel riconoscere tra le cause possibili di un comportamento dispotico da parte dei figli, la difficoltà dei genitori di fissare delle regole e di essere costanti e coerenti nel farle rispettare. Dall’ora dei pasti, a quella di andare a letto, dalla routine dei compiti, al tempo da dedicare alla tv e al gioco: ai fini di una crescita equilibrata è importante che ai bambini vengano impartite direttive che segnino chiaramente quelli che sono i confini a cui attenersi.

Alcuni loro comportamenti difficili, infatti, sono spesso anche la conseguenza di un atteggiamento troppo permissivo da parte degli adulti. Con l’aiuto del dottor Pietro Muratori, psicologo dell’età evolutiva, vediamo come individuare i sintomi della tirannia e come comportarci di fronte ad un atteggiamento da despota dei figli, migliorando il nostro approccio educativo e relazionale.

Attenzione ai segnali di un comportamento sbagliato

Adolescenti

Un primo campanello d’allarme è l’umore che può essere frequentemente collerico e irritabile, con scoppi d’ira inappropriati rispetto al contesto e un atteggiamento permaloso e recriminatorio. Frequente è anche l’atteggiamento di sfida e di rifiuto verso le figure autorevoli con le quali entra in contatto (genitori o insegnanti ad esempio), diventando polemico, litigioso e riluttante a rispettare regole o semplici richieste. Un’altra caratteristica che emerge in questi bambini, inoltre, è la tendenza ad attuare comportamenti vendicativi in seguito a torti che credono di aver subito da parte degli altri.

È opportuno precisare, però, che molti di questi modi di fare, possono presentarsi anche per brevi periodi nel corso della crescita: bisogna quindi preoccuparsi nel caso in cui tali atteggiamenti durino per più di sei mesi e quando un simile quadro comportamentale sia presente in più contesti di vita del bambino (sia a casa sia a scuola, ad esempio). In ogni caso, è bene rivolgersi ad uno specialista se si nota che il proprio figlio, a causa del suo comportamento, inizia a perdere amicizie fra i coetanei e a non riuscire a seguire adeguatamente il lavoro scolastico quotidiano.