Winter blues: come combatterla

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02/05/2021

Si chiama ”Winter blues”, malinconia dell’inverno, ed è una forma di tristezza che ci portiamo dietro perché la luce naturale è troppo fioca, fa buio presto e le giornate sono tornate ad essere fitte di impegni una volta trascorse le Feste. Ma come possiamo risolvere questo fastidioso ostacolo alla nostra felicità?

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Il National Institutes of Health degli Stati Uniti ha studiato il fenomeno e le forme di depressione più gravi correlate come la sindrome affettiva stagionale, per circa trent’anni.

Winter blues è un termine generale e non una diagnosi medica spesso è legato a qualcosa di specifico e di solito ha una breve durata”.

spiega nel focus dedicato all’argomento dall’istituto americano il dottor Matthew Rudolfer, esperto in salute mentale.

”Diversa è la sindrome affettiva stagionale“.

prosegue Ridolfer. Puntuale come un orologio svizzero, infatti, questa sindrome si presenta ogni anno al cambio di stagione e generalmente va via mesi dopo, con l’arrivo della primavera e dell’estate. Ci si sente inutili, demoralizzati e irritabili, si perde interesse anche per gli hobbies e le passioni.


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Malinconia invernale: come combatterla

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”Qualcuno la definisce come una sorta di ibernazione; chi soffre di sindrome affettiva stagionale ha generalmente poche energie, dorme troppo e mette su peso. Desidera insistentemente carboidrati, come torte, biscotti e dolciumi”.

Senza trattamento il disturbo va via quando le giornate iniziano ad allungarsi: è proprio la mancanza di luce che, infatti, influisce negativamente sul nostro orologio biologico, il cosiddetto ritmo circardiano della durata di 24 ore che regola alcuni equilibri importanti come quello sonno-veglia.

Per combatterlo si utilizza la cosiddetta terapia della luce, che consiste nel sedersi 30 minuti o più al mattino davanti a lampade che producono luce più forte di quella che illumina casa. Nel 70% dei casi questa terapia ha funzionato dopo poche settimane, ma bisogna esser costanti e praticarla ogni giorno fino alla primavera.

Se non funziona, spiegano gli esperti, si può fare ricorso agli antidepressivi, per esempio quelli a base di bupropione. Aiuta anche la terapia cognitivo comportamentale, una delle piu’diffuse forme di psicoterapia.

”Per la parte cognitiva lavoriamo sui pensieri negativi controproducenti, per quanto riguarda invece la parte comportamentale cerchiamo di coinvolgere i pazienti in nuove attività quando si sentono depressi, come mangiare con gli amici, fare una passeggiata, fare volontariato”

spiega la dottoressa Kelly Rohan dell’Università del Vermont.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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