Violenza sulle donne: una nuova associazione in aiuto delle vittime

Proteggere le donne vittime di violenza, aiutare concretamente mamme e bambini che per motivi economici non possono o non riescono a difendersi, creare sensibilità e consapevolezza di un fenomeno che solo in minima parte conosciamo attraverso le pagine dei giornali: sono questi gli obiettivi di Bon’t worry Onlus. Scopriamo di più sulla sua attività contro la violenza.

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L’Associazione Bon’t worry Onlus è stata creata per volere di Bo Guerreschi, economista internazionale di successo, a sua volta vittima di soprusi, abusi psicologici e fisici.

“Le donne con cui ho condiviso la mia esperienza, quelle che sono arrivate alla nostra associazione, si vergognano di quello che sta capitando loro, si sentono talmente responsabili e colpevoli, al punto da chiedere sempre scusa. L’Associazione offre loro un luogo sicuro in attesa di riprendere le fila della propria vita; mette a disposizione avvocati selezionati, medici, psichiatri e psicologi e fornisce un supporto in termini di sicurezza”.

Violenza sulle donne: un fenomeno che va fermato


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I numeri parlano chiaro. I dati Istat più recenti ci dicono che sono quasi 7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito violenza fisica (20%) o sessuale (21%) o forme più gravi di abusi, come stupri e tentativi di stupro (5,4%); l’abuso psicologico, però, tocca indistintamente tutte le donne.

Non dimentichiamo che molto spesso le vittime dipendono economicamente dagli autori della violenza ed è ancora diffusa la convinzione che le risposte delle Istituzioni non siano adeguate. Per questi motivi, oltre che per la paura e la disperazione, molte manifestazioni di violenza non vengono denunciate, in alcuni casi non vengono neanche percepite come un crimine e fin troppi casi vengono archiviati.

“Nella maggior parte dei casi le molestie vengono perpetrate da persone conosciute, prevalentemente all’interno del nucleo familiare”,

sostiene il Dottor Flavio Tuzi, Presidente Nazionale del Sindacato ANIP Italia Sicura della Polizia di Stato,

“mentre gli stupri sono quasi tutti attribuibili a sconosciuti, più raramente al partner attuale o precedente. Dobbiamo unire tutte le sinergie disponibili per garantire a tutti una convivenza civile e sicura”.

Nelle donne che hanno subito violenza, si manifestano ripercussioni negative anche a livello mentale e sociale:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità”,

afferma il Dottor Gaetano Giordano, psicoterapeuta dell’Associazione,

“ci dice che le donne violentate hanno il doppio delle possibilità di soffrire di depressione o di fare abuso di alcolici. Un’altra sfera gravemente danneggiata è quella della gravidanza: le possibilità di vivere il dramma dell’aborto raddoppia e le probabilità di partorire neonati sottopeso sale del 16%”.


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Le leggi per tutelare i figli dalla violenza domestica

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Da sottolineare l’impegno delle Istituzioni, che attraverso l’approvazione di leggi sempre più severe contro gli autori delle violenze, vogliono offrire un maggior sostegno ai figli o agli altri familiari della vittima che, oltre al dolore e allo shock, si trovano a dover affrontare lunghe e costose cause penali e civili prima di veder riconosciuti i loro diritti.

Associazioni come bon’t worry Onlus, nascono proprio per aiutare le donne a gestire i processi per violenza con un sostegno interdisciplinare (legale, psicologico) e una rete di professionisti sensibili e competenti, capaci di collaborazione in completa sinergia con le vittime.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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