Sindrome di Paperino: che cos’è e chi ne soffre?

Se nella vita non c’è nulla che sembri andare bene, non sempre è colpa della sfortuna che ci perseguita: la causa a volte va ricercata in noi stessi. Gli insuccessi possono essere l’effetto di un comportamento autopunitivo chiamato “sindrome di Paparino”.

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Il “Paperino” di turno si crea da solo i propri guai, come se fosse mosso dall’impulso di fare quanto possibile per “farsi del male”, seguendo una spinta di cui è inconsapevole, che lo allontana dagli obiettivi prefissati.

Farsi del male per farsi amare

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Uno di questi influssi è il masochismo psicologico, il bisogno di punirsi, facendosi male o creando difficoltà che riducono i risultati positivi. Per esempio, se un ragazzo non si piace e non si sente accettato, può assumere comportamenti autolesionistici per pagare la colpa di non essere all’altezza delle aspettative.

Con il tempo, questo comportamento gli complica la vita: a causa dei fallimenti, si sente ancora più frustrato e meno degno d’affetto.

Rivolgere la rabbia su se stessi

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L’ostinazione con cui certe persone cercano il fallimento può essere la conseguenza di impulsi aggressivi. E la rabbia, all’origine rivolta verso gli altri, può essere indirizzata anche verso se stessi. Tra le cause più frequenti, c’è un sovraccarico di aspettative e richieste, come quando i genitori pretendono di modellare il figlio a propria immagine, o si dimostrano incapaci di accettarne i comportamenti.

Paura del successo

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L’inibizione al successo può essere dovuta anche alla paura di affermarsi causando sofferenza a qualcuno. È il caso di un uomo d’affari, intelligente e capace, che fa in modo che le cose non gli vadano bene per non sentirsi in competizione con il padre.

Nonostante i genitori siano orgogliosi dei propri figli, a volte può succedere che un padre si senta sminuito da un figlio più in gamba di lui. Ecco allora che il figlio, per impedire al padre di fare confronti dolorosi, può cercare volontariamente l’insuccesso.

Questo tipo di comportamento è frequente anche in alcune donne, professionalmente preparate, ma che non si impegnano per avere promozioni, per evitare di ottenere una posizione e uno stipendio più alto di quello del marito.