Sexting: che cos’è?

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Con la collaborazione del professor Piero Stettini, docente di Psicologia Generale e Psicologia Clinica presso l’Università di Genova e membro del Consiglio Direttivo della FISS, scopriamo il significato del sexting, i suoi pro e i suoi contro.

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C’è una nuova parola nel vocabolario dei fenomeni della comunicazione: sexting, cioè scambio di messaggi, foto e video sessualmente espliciti attraverso nuovi media, cellulari e internet.

È come fare sesso, descrivendo le posizioni, le emozioni e le immagini senza però toccarsi mai dal vivo. Fra gli adolescenti è diffusissimo così come fra gli adulti. E più i media ne parlano, più cresce la sua demonizzazione. Ma il sexting non è un fenomeno tutto da buttare. Gli aspetti positivi esistono, soprattutto per i giovani.

Sexting: un modo di sperimentare

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Il lato buono? Il sexting offre un modo per esplorare, specie negli adolescenti, e sperimentare la sessualità. Lo scambio di immagini, infatti, può costituire un ‘preludio’, un ‘sostituto’ dell’attività e una fase sperimentale per chi non è ancora sessualmente attivo.

“Può anche essere usato, specie nei ragazzi più grandi e negli adulti, per accrescere i sentimenti d’intimità e vicinanza con il partner, e arricchire il ‘gioco’ della relazione di coppia”

spiega il prof. Stettini, membro del consiglio direttivo della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica.

Il punto su cui insiste l’esperto, però, è che non si possono generalizzare gli effetti.

“È un fenomeno complesso, dai molti significati e funzioni, le cui conseguenze sono variabili e l’influenza può essere “sia di tipo attivante (alimentando l’immaginario e il desiderio) sia di tipo inibente (dovuti all’ansia e al disagio connessi).

In generale, la vertiginosa diffusione del sexting è in linea con la tendenza della società ad apparire, a virare dalla vera intimità a una sorta di intimità ‘sovraesposta’, di ‘extimità’!”.