Sessualità e malattie reumatiche: le difficoltà per la coppia

Con la consulenza della dottoressa Laura Bazzichi, Dirigente medico, responsabile dell’Ambulatorio di Fibromialgia e Fatica cronica dell’Unità operativa di Reumatologia dell’Azienda ospedaliero universitaria Pisana I, oggi analizziamo l’impatto che le malattie reumatiche possono avere sulla sessualità di coppia!

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Per giovani e meno giovani i reumatismi sono degli “intrusi” nella vita di coppia. Interferiscono con la vita sessuale e la serenità della relazione.

E sono in molti a soffrire di malattie reumatiche: oltre 5 milioni e mezzo in Italia, più di 300 milioni nel mondo, giovani e non, colpiti da fibromialgia, artrite reumatoide, sclerosi sistemica fino a malattie degenerative come artrosi ed osteoporosi, in età più avanzate.

Il mutamento del proprio aspetto, il dolore cronico, i disturbi dell’umore, i farmaci utilizzati: sono questi i fattori che interferiscono sulla sessualità e che possono diventare un indicatore di malessere, non solo con il partner ma anche con se stessi.


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Una recente ricerca di Anmar, dimostra come su circa 720 pazienti affetti da malattie reumatiche il 35% dei soggetti vede minata la sicurezza in sé, il 32% si sente meno attraente e il 28% vive un cambiamento nella vita affettiva che rende più difficile l’intimità di coppia (23%).

Basti pensare che l’impatto del dolore cronico è altissimo, la più potente causa di blocco riflesso dell’eccitazione. Ma se consideriamo le principali malattie reumatiche ognuna ha delle peculiarità che interferiscono con il benessere sessuale.

L’impatto sessuale da una patologia all’altra

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Fibromialgia. Colpisce dal 2 al 7% della popolazione prevalentemente femminile, ed è caratterizzata da dolore, fatica e da un corollario di sintomi disfunzionali.

Il dolore cronico, diffuso soprattutto nelle donne, causa un inevitabile crollo del desiderio sessuale. Non raramente, infatti, insorgono problemi locali come la vescica dolorosa, o il vaginismo, “che innescano un circolo vizioso che smorza il desiderio sessuale”, spiega la dottoressa Bazzichi.

Artrite Reumatoide e Spondilite anchilosante

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In queste malattie la limitazione funzionale e la disabilità rappresentano un fattore peculiare.

“Nell’artrite reumatoide, in particolare, vari studi hanno evidenziato che una percentuale dal 31 al 76% dei pazienti riferisce problemi sessuali, che vanno dalla difficoltà della performance vera e propria, legata al dolore e alla rigidità, alla riduzione del desiderio (comune nel 50, 60% dei malati) e della soddisfazione sessuale. Il 73% ha una diminuzione anche della frequenza del coito.
Nella spondilite anchilosante il dolore infiammatorio alla colonna, l’interessamento delle articolazioni, la rigidità che accompagna la malattia rendono facilmente intuibile le difficoltà che possono generarsi nella sessualità”.


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continua Laura Bazzichi. I disturbi della sclerosi sistemica

“sono responsabili di disturbi erettili, dolore durante il rapporto e diminuzione del desiderio e dell’orgasmo in circa il 20% dei pazienti”.

Nel Lupus eritematoso sistemico, malattia che causa disturbi in varie parti del corpo,

“alterazioni della sfera sessuale sono presenti in oltre il 35% dei pazienti. Il paziente deve accettare una malattia di tipo cronico, che non guarirà e questo induce da un lato ansia e depressione, che interferiscono molto sulla sessualità, dall’altro la paura che il proprio corpo e quindi la propria immagine cambieranno”.

Come migliorare la vita di coppia

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Per migliorare la vita di coppia:

“è di fondamentale importanza far comprendere ai pazienti come la sessualità, anche nella malattia, possa diventare un collante che può e deve essere utilizzato”.

Avere il coraggio di parlarne è l’arma migliore per cercare di risolvere i problemi sotto le lenzuola, ma è necessario anche rivolgersi a uno specialista,

“cosa che per molti sembra essere ancora tabù per due motivi: sia perché la sessualità è un aspetto della vita profondamente nascosto da pudore, sia per l’errata convinzione che la sfera sessuale sia di secondaria importanza di fronte al problema malattia”.

In un’indagine di Anmar, la maggior parte dei pazienti (il 74%) non ha condiviso questo problema con nessuno e due su tre non lo vorrebbero fare, essenzialmente perché sono convinti (ben il 44%) che non ci sia rimedio.

La buona notizia, è che sempre più nuovi scenari danno rilevanza alla sessualità,

“il malato reumatico attuale non solo dà priorità alla gestione del dolore, ma dopo essere inciampato nella malattia si rialza grazie al sostegno delle nuove terapie biotecnologiche e delle strategie innovative ed è sempre più in grado di riprendere in mano la propria vita.
Avere una vita sessuale migliore anche nella malattia reumatica si può. Una diagnosi corretta, riconoscerla, condividere la disfunzione sessuale e impostare un corretto intervento terapeutico sono le basi per poter gestire e risolvere queste problematiche”.


Arianna Preciballe
  • Laureata in Fashion Design
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
  • Appassionata di Gossip e Tv
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