Sesso: i luoghi comuni da sfatare

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Con la collaborazione della dott.ssa Laura Rivolta, Psicologa e Psicoterapeuta, specializzata in Sessuologia Clinica e in Terapia Sistemica Relazionale, oggi parliamo di alcune di luoghi comuni più famosi (e più sbagliati) sul sesso.

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L’immaginario collettivo ne è pieno, ma è bene ricordare che la vita sessuale non è uguale per tutti e non è omologabile secondo linee giuda.

Certo è che le informazioni errate sono davvero tante. E quello che pensiamo, sappiamo o non conosciamo riguardo al sesso, influisce sul nostro modo di farlo, sia in positivo che in negativo. Con l’aiuto della dott.ssa Laura Rivolta, vediamo di far luce su alcuni luoghi comuni più diffusi.

Il piacere di una donna e la conseguente risposta orgasmica, dipende dalle dimensioni del pene? Falso.

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Il piacere e quindi l’orgasmo di una donna dipende da molteplici fattori: dalla qualità della relazione se in coppia; dall’attenzione dedicata all’intimità erotica (ovvero i preliminari), dall’adeguatezza della stimolazione, ma anche dal termometro di partecipazione che entrambi sono in grado di attivare.

Pertanto la disponibilità di lasciarsi andare, di utilizzare l’immaginario erotico individualmente o in coppia, ma anche di dedicarsi il giusto tempo, sono tutti ingredienti essenziali per raggiungere il piacere.

I centimetri del pene non assicurano tutto ciò e ricordiamo che da un punto di vista fisico, le terminazioni nervose che determinano il piacere si trovano nei primi 6 cm della vagina.

Alcune donne hanno il punto G e altre no? Vero.

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Alcune donne sono coscienti di avere una grande sensibilità in un punto specifico della vagina (il cosiddetto Punto G, una piccola zona collocata nella parte anteriore della vagina, a circa 3 cm di profondità, di fronte all’osso pubico), per altre donne ciò non si verifica.

Circa l’effettiva esistenza, i pareri scientifici sono controversi per alcuni esiste per altri è solo un mito culturale. È importante considerare il Punto G come un’area del piacere e di ricerca e non un bottone da premere per ottenere l’orgasmo.

Le mappe delle zone erogene femminili sono molto personali, mai standard, e ogni donna deve individuare la propria.

La sessualità è l’elemento più importante in un rapporto di coppia? Falso.

La sessualità non è elemento esclusivo e comunque dipende dal tipo di rapporto che la coppia sta vivendo. Tra amanti occasionali e non, forse è un aspetto molto rilevante, ma nelle coppie la complicità, la condivisione di bisogni e di ideali, nonché una progettualità comune, sono aspetti rilevanti quanto la dimensione sessuale.

Fattori questi, che rafforzano anche la disponibilità erotica.

Rifiutare una certa posizione o una certa pratica sessuale mette a rischio il rapporto? Falso.

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Certo è importante motivare il rifiuto, parlarne e capire se risponde ad una paura o ad un pregiudizio personale. Ovviamente nel rapporto è fondamentale avere un atteggiamento di apertura e di disponibilità ad esplorare anche posizioni e pratiche diverse, per rinnovare e migliorare l’intesa erotica.

Ogni proposta, però, deve essere accettata e condivisa da entrambi. Sono le forzature a fare ciò che non si desidera che compromettono la relazione di una coppia.

Per provare piacere bisogna essere innamorati? Falso.

Il piacere sessuale è fisicità legata allo stimolo. Ovviamente se esiste anche il sentimento è più completo e più coinvolgente e quindi il piacere viene amplificato.

Solo le donne simulano l’orgasmo, gli uomini no? Falso.

Anche gli uomini possono simulano l’orgasmo. Parliamo di anorgasmia coitale, una disfunzione sessuale specifica che compromette la risposta orgasmica. Le cause sono legate a fattori fisici o psicologici.

Gli uomini che si masturbano rischiano la cecità e le donne praticano poco autoerotismo? Falso.

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È solo un detto popolare antico perché nessuno rischia la cecità e nemmeno l’impotenza o il deficit erettile. Le donne praticano meno l’autoerotismo per fattori di condizionamento culturale, ma spesso per pudore o inibizione lo fanno, ma evitano di dirlo.