Perché si mente?

In molte occasioni dire una bugia “innocua” o “a fin di bene” sembra la cosa migliore da fare. Alcune verità sono infatti troppo amare e difficili da essere accettate e quindi vengono sostituite con delle menzogne. Ma è veramente necessario dire bugie?

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Non dire le bugie: è una delle prime regole che ci insegnano da piccoli. Poi, però, crescendo, scopriamo che dire la verità non è sempre una buona idea. Col tempo, impariamo, anzi, che alcune bugie sono meno gravi di altre e che alcune, addirittura, sono decisamente necessarie.

Non si può giudicare negativamente, per esempio, la madre che vedendo il genero abbracciato ad un’altra decide di non dirlo alla figlia, o la moglie che nasconde alcune verità al marito. Le bugie, almeno quelle più “innocenti” sono fondamentali nei rapporti di amicizia e ancora di più possono esserlo nel rapporto di coppia, che ne è anzi quasi il regno privilegiato.

L’interrogativo, infatti, è vecchio come il mondo: in una relazione è davvero necessario dire sempre la verità? O a volte, come dicevano le nostre bisnonne, mentire è un segno di saggezza? E in questo caso, quali sono le regole da seguire per fare e farsi il meno male possibile?
Proviamo ad analizzare il problema e a dare delle risposte e dei consigli pratici, con l’aiuto della psicoanalista di Roma Flaminia Nucci.

Mentire è veramente necessario?

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Se a mentire sei tu è veramente “necessaria”? Se stai per mentire “per il suo bene” prima di farlo guarda la situazione dall’esterno e chiediti senza barare: a chi giova questa eventuale bugia? Sto davvero proteggendo lui o me stessa?

Se distingui bene il confine fra te e l’altro, valutando la situazione con responsabilità, non puoi cadere in errori grossolani, come per esempio quello di negare l’arrivo di una lettera (della sua ex) con la scusa di “non fargli riaprire ferite dolorose”.

Ricordati che la bugia (anche la più innocente, perfino quella “necessaria”) non deve mai diventare una modalità di rapporto, ma piuttosto deve essere una strategia “una tantum”. In pratica, è perfetta per gestire meglio una situazione difficile (gli dirò che la raccomandata con lo sfratto era solo una comunicazione condominiale fino a domani sera, quando avrà sostenuto l’orale del concorso).

Per attutire una notizia dolorosa (gli ho assicurato che sua madre è morta nel sonno, mentre in realtà ha sofferto le pene dell’inferno). Per prendere tempo di fronte a situazioni che potrebbero esplodere (il vicino di casa che ci ha devastato il giardino? Credo che non torni prima del mese prossimo). Per addolcire pillole particolarmente amare (Ti sono caduti i capelli? Ma io ho sempre amato gli uomini calvi!).

Se menti, devi andare fino in fondo. Hai mentito sul collega con cui hai avuto una scappatella (“tanto non si ripeterà mai più”)? Benissimo, saggia decisione. A questo punto, però, non tornare mai indietro: acqua in bocca per la vita. Parlare ora (“tanto è passato”) servirebbe solo scaricarti la coscienza. Ovvero, ancora una volta, ad agire per il bene tuo e non per il suo.