Pendolari: i danni per la pelle

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Pessime notizie per i pendolari: non bastavano i ritardi quotidiani, le soppressioni e il sovraffollamento delle carrozze. Anche il tragitto casa-lavoro in treno e in metropolitana, pare danneggi, pesantemente, la pelle. Vediamo come difenderci.

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A lanciare l’allarme è la dottoressa Elisabetta Sorbellini, specialista in dermatologia:

“L’alta concentrazione di polveri sottili ricche di metalli pesanti presenti nell’aria di una stazione metropolitana e il calore generato dal sovraffollamento dei nostri treni e metropolitane nelle ore di punta, hanno un notevole impatto sullo stato di benessere generale della persona, non solo per quanto riguarda le vie respiratorie, ma anche nei confronti della pelle,

spiega la dermatologa.

“Le polveri sottili si depositano infatti su di essa e la rendono più suscettibile a patologie infiammatorie e allergiche; l’accumulo di tali polveri può portare a un aumento della produzione di radicali liberi nella pelle, con una predisposizione anche a patologie più importanti”.

Inquinamento da polveri sottili: come difendersi

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Come soluzione, a parte quella di trasferirsi vicino al proprio posto di lavoro, per i più una lontana utopia, la dottoressa Elisabetta Sorbellini indica un rimedio ben più concreto e immediato:

“Ai pendolari consiglio di procurarsi i nuovi topici a base di zeolite, un minerale derivato dalla lava che ha un effetto di spugna naturale antiaging e anti-inquinamento ad azione antiradicalica elevatissima”.

La zeolite può essere assunta anche per via orale: in questo caso agisce a livello intestinale ed è utile al nostro organismo per disintossicarsi dalle sostanze dannose che circolano al suo interno.

“Non per niente è stata utilizzata nella decontaminazione delle acque dopo il disastro atomico di Fukushima del marzo 2011”,

spiega la dermatologa.

Rughe e smog: la ricerca conferma la relazione

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Alla base dell’allarme lanciato dalla dottoressa Sorbellini, ci sarebbero due studi: uno italiano e uno statunitense. Il primo riguarda una ricerca condotta su 50 città americane.

Gli abitanti di New York sembrano essere maggiormente a rischio di rughe e di invecchiamento della pelle: la media di 37 minuti di viaggio per recarsi al lavoro, unita all’esposizione della pelle al sole e all’inquinamento, sono i principali colpevoli per la comparsa delle loro rughe

I dati del secondo studio, pubblicato sull’American Journal of Preventative Medicine, realizzato su un campione di 4.300 persone tra Dallas, Fort Worth e Austin, regioni ad alto tasso di pendolarismo, hanno rivelato come le persone che vivono a più di 16 km dal luogo di lavoro siano maggiormente soggette a malattie, tra cui l’ipertensione e l’obesità.

La causa deriva dall’alto tasso di stress, a cui i pendolari sono quotidianamente soggetti, che favorisce la diffusione di radicali liberi – e quindi di invecchiamento della pelle – oltre che di altre patologie ben più gravi.