Matrimonio bianco: quali problemi comporta?

A cura della dott.ssa Marinella Cozzolino, Presidente AISC (Associazione Italiana Sessuologia Clinica); vediamo quali sono i problemi che sorgono in seguito ai matrimoni bianchi, e come poterli risolvere. 

Couple

Lui e lei, sposati o fidanzati da anni, non hanno mai avuto un rapporto sessuale coitale, completo di penetrazione. Questa condizione viene definita “matrimonio bianco”, anche se come spesso accade, esiste, all’interno della relazione di coppia, una qualsiasi alternativa attività sessuale.

Secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, l’assenza di rapporti sessuali completi è una delle principali cause di separazione in Italia.

“La famiglia italiana sta attraversando un momento di crisi non soltanto per colpa delle suocere o delle infedeltà, quanto per una crescente abulia sessuale, specie in ambito coniugale che ridimensiona l’etichetta di amatori focosi di cui gli italiani storicamente si fregiano”.

E, secondo la maggior parte degli studi, la percentuale è piuttosto alta: il 20%. Il Diritto Canonico ne fa una causa sufficiente di annullamento del matrimonio religioso attraverso il tribunale della Sacra Rota, sulla base del fatto che il “matrimonio bianco” è legato all’idea di non consumazione in relazione al ratus et non consumatus.

Ma in sessuologia il discorso è un po’ diverso e il concetto di matrimonio non consumato si ampia fino a considerare una “coppia bianca”, indipendentemente dal suo stato giuridico: è quella che, pur desiderandolo, non riesce a compiere l’atto sessuale completo, cioè comprensivo della penetrazione. Le cause possono essere organiche, diverse nell’uomo e nella donna, o psicologiche. Ma è un problema che si può risolvere.

Cosa accade in un matrimonio bianco

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Molto frequentemente, un matrimonio bianco vede protagonisti un “lui” con disfunzione erettile che incontra una “lei” vaginismica, o di un “lui” con un disturbo da eiaculazione precoce e una “lei” dispaunreniaca. Affetti, cioè, da cause organiche che non consentono di ottenere un rapporto sessuale completo o da un atteggiamento fobico nei confronti della sessualità, della penetrazione, del pene o della vagina.

Donna

Vaginismo. Nel momento della penetrazione, la donna contrae in maniera del tutto involontaria e spamodica i muscoli che circondano l’ostio vaginale. Vede il pene come una minaccia e si difende. Stringendo i muscoli, la sua vagina diventa impenetrabile. In molti casi la paura è così tanto elevata che la fobia della penetrazione prende il posto del vaginismo in senso stretto. Per chi soffre di questo disturbo è impossibile vivere anche una visita ginecologica. Nulla, ma proprio nulla, può entrare in vagina. Paradossalmente, penetrazione a parte, le donne vaginismiche sono molto seduttive e sessualmente attive. Sono ammaliatrici e ammiccanti, molto disinibite a livello sessuale, curate e belle fisicamente.

Le cause: sono spesso da ricercarsi in una profonda ostilità nei confronti del genere maschile… Ti seduco, ti ammalio, ti tramortisco di erotismo, ma non mi avrai mai completamente. Molte, proprio in virtù di questo eccesso di energia libidica e dell’enorme piacere che provano nel sedurre tentano, attraverso il rifiuto della penetrazione, di evitare il più a lungo possibile una gravidanza che inconsciamente non desiderano.

DispaureniaConsiste in una disfunzione sessuale che produce ricorrente o persistente dolore genitale associato ai rapporti sessuali, ridotti a tentativi che si concludono con l’evitamento a causa del forte dolore provocato dalla penetrazione. Una volta provata l’esperienza del dolore, i partner tendono ad evitare i rapporti completi per l’ansia legata all’idea di poter riprovare quella sensazione insopportabile. Anche nella dispareunia ci può essere un’attività sessuale alternativa.

Le cause: possono essere anche organiche. In una bassa percentuale di donne è stata riscontrata la presenza di disturbi a livello pelvico. Nella maggior parte dei casi, invece, l’origine del problema è da riscontrarsi in forti difficoltà interpersonali legate alle relazioni intime e profonde. Come nel vaginismo, anche nella dispareunia, il dolore da coito sarebbe un alibi, una strategia difensiva messa in atto da molte donne per evitare contatti troppo intimi con il partner non solo a livello fisico, ma anche e soprattutto a livello psichico.