Il dolore aiuta a crescere e maturare

A cura di Alessandro Cozzolino, Personal Life Coach, autore dell’ eBook “Per essere felici Ci Vogliono le Palle!”. Scopriamo come il dolore può aiutare gli individui ad essere più forti e consapevoli.

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L’uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro” – Mahatma Gandhi. Nessun essere vivente su questo pianeta vuole soffrire. Nessuno. Vorremmo tutti essere felici sempre e comunque, il che è irrealistico, impossibile e irrealizzabile. Ma perché? La risposta è semplicissima: il dolore ci serve, ne abbiamo tutti bisogno.

Se non fossimo mai caduti dalla bicicletta sbucciandoci un gomito o un ginocchio, non avremmo mai imparato a tenere l’equilibrio una volta in sella. Se non avessimo mai sofferto, non avremmo imparato le lezioni che ciascuna esperienza drammatica porta con sé. Ma le abbiamo davvero imparate? La vita è una scuola: se non superi l’esame, ti rimanda la stessa identica lezione, finché non comprendi e fai tuo il messaggio che in essa si cela.


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È del tutto inefficace e fuorviante rimandare, ignorare, delegare: a scuola devi andarci e devi essere tu ad andarci, non può farlo nessun altro al posto tuo. E nella vita funziona esattamente allo stesso modo, solo chi non puoi barare, copiare o fingere che la nonna sia morta, come a scuola! Eh no! Alla vita non sfugge niente, è inutile provare a fare i furbi!

L’importanza del dolore

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Ciò che ci arreca dolore oggi, molto probabilmente domani sarà la nostra salvezza. È una regola fondamentale, imprescindibile e inoppugnabile. Ma la cosa più bizzarra è che il più delle volte – al fine di evitare un’esperienza che pensiamo sarà dolorosa ma che in realtà sappiamo segnerà un cambiamento cruciale nella nostra vita – restiamo fermi e immobili, aumentando così il nostro grado di sofferenza interiore che non tarda a raggiungere livelli insopportabili. È buffo, no?

Per evitare qualcosa che riteniamo doloroso, finiamo col soffrire ancora di più! E la vita cosa fa? Ci rimanda quella stessa, identica esperienza, magari cambiando la dimensione spazio-temporale, i nomi dei protagonisti che ci sono accanto o le loro parole e i loro atteggiamenti, ma alla fine il contenuto non cambia: se non accettiamo di vivere alcune esperienze più o meno dolorose e di imparare la lezione, la vita ce le rimanda ancora, e ancora, e ancora. Sarà anche doloroso. Ma ne vale la pena.


Paolo Cesarotti
Nutrizionista
Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
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