Come aumentare la propria autostima

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

A volte non ce ne accorgiamo, ma siamo noi stessi i nostri primi sabotatori. Non crediamo in noi, in ciò che facciamo o in ciò che potremmo realizzare. La paura di non essere all’altezza ci toglie la voglia di iniziare un progetto, di fare una scelta che ci impegni e rinunciamo prima di cominciare, anche se avremmo tutte le carte in regola per avere successo in ciò che sogniamo. Come possiamo imparare ad avere consapevolezza  delle nostre capacità? Scopriamolo insieme.

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Molto spesso ci sottovalutiamo, magari a causa di piccoli insuccessi vissuti in passato o perché qualcuno ha sottolineato in modo sbagliato un nostro errore, ma non pensiamo mai che sottovalutarsi equivale a rinunciare a noi stessi. Rimaniamo prigionieri dei nostri sogni e dei nostri desideri e dinnanzi ad alcune sfide della vita, siamo i primi a indietreggiare.

“L’autostima è una “lente” attraverso cui interpretiamo e consolidiamo l’idea di noi stessi, degli altri e del mondo, i nostri obiettivi, i nostri limiti e il nostro potenziale”,

ci spiega la dottoressa Anna Chiara Venturini, psicologa e psicoterapeuta,

“Ovviamente una buona autostima, come anche una scarsa autostima, si individua da come ci si presenta e ci si relaziona con gli altri, da come si agisce per raggiungere i propri obiettivi, da come si reagisce agli insuccessi nella vita. Un persona che ha una buona autostima, ha fiducia nelle proprie capacità, reagisce agli insuccessi portando avanti i suoi obiettivi. È essenziale accogliere le critiche come ricchezza e vedere gli ostacoli che ci si trova ad affrontare come delle opportunità di crescita. Coloro che invece non hanno una buona autostima, difficilmente riescono a vivere le relazioni con gli altri in maniera paritaria. Hanno stili di vita comportamentali e comunicativi passivi, che li portano a non dire ciò che pensano, a non comunicare i propri desideri e i propri bisogni e a vivere relazioni falsate nelle quali sono portati ad assecondare l’altro”.

Come allenare l’autostima?

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Spesso la mancanza di fiducia in se stessi dipende da esperienze precedentemente vissute.

“Capita a volte che il nostro passato diventi una sorta di maledizione, come se il fatto di aver fallito in precedenza crei le basi per un fallimento futuro pressoché certo. Il primo passo da fare è guardare gli errori compiuti in passato sotto una luce diversa, stabilendo con essi una nuova relazione. In secondo luogo bisogna capire quali sono le convinzioni e le credenze che limitano fortemente il nostro agire. Infine, bisogna individuare quelle che sono le nostre competenze e abilità. Molto utile è ad esempio fare una lista di tutte le cose che siamo riusciti a costruire e a realizzare. Attenzione a non cadere nell’errore di sminuire i nostri piccoli successi e a non ingigantire i nostri fallimenti. Per raggiungere i nostri obiettivi, ricordiamoci ogni giorno delle qualità e delle doti che disponiamo. Nessuno è privo di pregi, di qualità e di abilità. Magari all’inizio, per la nostra ostinazione a sottovalutarci, ci sembreranno piccole cose, ma è proprio da quelle che è necessario partire. L’autostima in fondo non è altro che volersi bene e riconoscersi dei meriti, sfruttarli e provare a farne un punto di partenza per arrivare molto lontano”.