Gemelli: consigli e curiosità su come crescerli

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Al loro arrivo, i pargoli in versione doppia procurano doppia gioia. Ma per i genitori, impegnati in un superlavoro fatto di ritmi frenetici, risvegli notturni, poppate e cambi al quadrato subentra anche la preoccupazione di saper stimolare nei bambini lo sviluppo dell’individualità.

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Come comportarsi? Tenerli insieme o separarli? E per quanto tempo? Come affrontare le gelosie, i capricci, l’inserimento al nido e a scuola?

Abbiamo girato le domande a un’esperta in psicoterapia infantile, Antonella Patrizi, ed ecco alcuni consigli pratici, utili soprattutto nei primi anni, decisivi per lo sviluppo dell’identità.

Favorire l’individualità

“Contrariamente a quanto avveniva un tempo, (stessi vestiti, pettinature identiche, nomi assonanti, giocattoli uguali), la tendenza educativa attuale è di promuovere le differenze nelle personalità dei bambini, dando loro modo di assumere un’identità separata da quella del fratello.

Questo processo di individuazione-separazione dovrebbe iniziare intorno ai nove-dieci mesi, quando i bambini cominciano a rendersi conto della propria condizione di gemelli. Se appartengono a sessi diversi, è tutto più semplice, così come lo è per i gemelli eterozigoti (cioè con un patrimonio genetico simile solo al 50%). Per i monozigoti acquistare una consapevolezza di sé distinta è più complesso. Via libera quindi ad abiti diversi, a lettini, se non addirittura camere separate”.

Evitare la “gemellarietà

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“Capita che all’interno del nucleo familiare, i genitori parlino dei bambini, definendoli “i gemelli”, con i nonni, gli amici e in presenza dei bambini stessi. Un atteggiamento da evitare con cura: è bene invece citarli sempre per nome e invitare gli altri a fare lo stesso. Essere considerati un nucleo aumenta il senso di insicurezza rispetto alla propria identità e rafforza il legame già molto solido, di complicità tra i due fratelli”.

Mamma e papà, affetti divisi

“I gemelli, come tutti gli altri bambini, hanno bisogno delle attenzioni dei genitori, in modo esclusivo. Non vogliono dover dividere le coccole di mamma e papà. Per questo occorre trovare dei momenti da dedicare all’uno e all’altro, separatamente, in modo da farli sentire unici”.

A scuola: separati o insieme?

“Nonostante la tendenza attuale sia quella di separare i gemelli, sin dal nido, gli esperti concordano che questa separazione è troppo precoce e può provocare traumi. Il momento di inserimento al nido costituisce già un distacco  dalla mamma e dalla famiglia. La sensazione di perdita raddoppia se aggiungiamo anche la separazione dal fratello. Meglio aspettare le prime classi elementari. L’ideale sarebbe scegliere la stessa scuola, ma inserirli in classi diverse: avrebbero così la possibilità di incontrarsi durante l’intervallo e di allargare il numero degli amici, arricchendo la reciproca vita sociale e di relazione”.

Contenere i conflitti, senza reprimerli

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“C’è una fase particolare, in genere compresa tra gli 11 mesi e i tre anni, in cui i due fratelli sentono con forza il bisogno di differenziarsi. I genitori dovrebbero incoraggiare questa necessità, anche accettando che sfoci in litigi e conflitti. L’intervento dei genitori deve essere minimo e, solo in rari casi, punitivo. E, in questo caso, è bene evitare di suddividere equamente la colpa, ma individuare chi ha torto e differenziare i comportamenti. Per ricevere aiuto, sostegno e consulenza, i genitori dei gemelli possono rivolgersi all’Aprog”.