Fumare in gravidanza: i rischi per il feto

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Che il fumo durante la gestazione sia rischioso per le complicanze, dal distacco della placenta al rischio d’incorrere in quella previa, alla rottura premature delle acque fino all’aborto spontaneo, non è una novità. Recenti studi, però, hanno dimostrato che fumare in gravidanza può anche far rischiare il cancro al feto.

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Fumare in gravidanza è molto pericoloso e, addirittura, il feto può riportare malformazioni cardiache, patologie gastrointestinali, labbro leporino, deformità agli arti, nonché danni che possono compromettere le fasi di formazione, crescita e sviluppo.

Se questo corollario di mali non è sufficientemente dissuasivo per le future mamme che continuano a far uso di tabacco anche con il pancione, ora c’è un motivo in più, impossibile da non valutare data la sua gravità: fumare in gravidanza aumenterebbe il rischio di cancro per le figlie. Nello specifico, del tumore al seno e alle ovaie.

Fumare in gravidanza: rischio per le figlie femmine

Last Months of Pregnancy

Ad affermare i rischi di cancro per le figlie di madri fumatrici è uno studio australiano condotto su circa 1500 bambine, e pubblicato sulla rivista Human Reproduction.

Analizzando i loro dati dalla nascita ai 13 anni, i ricercatori dell’Australian National University hanno scoperto che  le figlie di madri tabagiste avevano anticipato la data del primo menarca. La conseguenza?

“Avere le prima mestruazioni in un’età precoce – ha commentato Alison Behie, prima autrice dello studio – fa salire il numero di cicli ovulatori che una donna avrà nella sua vita e fa così lievitare le probabilità di sviluppare quei tumori che sono più legati al ciclo ormonale e agli estrogeni, come appunto le neoplasie di seno e ovaio. Comprendere i fattori che portano ad anticipare il menarca, soprattutto quelli che si potrebbero evitare, è fondamentale per la salute delle future donne e ci dà uno strumento in più, in questo caso, per convincere le gestanti a smettere di fumare”.

ha concluso la ricercatrice.