Fiducia in sé stessi: il segreto per cambiare vita

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11/03/2021

Lavoro, famiglia, stress; pochi stimoli e tanti impegni, delusioni, ma anche voglia di avventura. Sempre più spesso si sogna un cambiamento radicale, per lasciarsi tutto alle spalle e andare alla ricerca di nuove emozioni. O più semplicemente realizzare i propri sogni. Come fare per non far prendere il sopravvento dalla paura?

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Professionali, affettivi o biologici che siano, i cambiamenti rappresentano una sfida importante che determina anche uno stato di ansia e, in alcuni casi, genera “resistenza”. Lasciare la vita vecchia per una nuova oltre ad un sentimento di eccitazione, suscita ansie e timori.

Ne discutiamo con il Dott.  Vincenzo De Blasi – Psicologo, Psicoterapeuta e Docente Università “Tor Vergata” di Roma per comprendere le difficoltà che accompagnano il cambiamento, capire come affrontarle senza che le nostre ansie condizionino le nostre scelte di vita.

Il cambiamento: una questione esistenziale

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Come spiega il Prof. De Blasi:

«ogni tipologia di cambiamento è una questione di portata “esistenziale” che necessita di una visione complessa dei fenomeni che lo caratterizzano e di una lettura multidisciplinare (psicologica, sociologica, biologica, antropologica, filosofica). L’essere umano si sviluppa sin dalla nascita, attraverso tappe evolutive che si susseguono “naturalmente”, processi e microprocessi di cambiamento, individuali e di gruppo, a volte graduali e meno evidenti, altre volte più marcati. In questo ciclo evolutivo, ogni passaggio alla fase successiva configura l’abbandono di un precedente “stato dell’essere” che, al di là del grado di soddisfazione individuale, è comunque fondato su una certa consapevolezza di “equilibrioesistenziale. Pertanto allontanarsi da questo “equilibrio” e dalle certezze del vissuto quotidiano, sia per ragioni “geografiche”, lavorative o, per così dire, “di spirito”, può determinare un vissuto “traumatico” e il timore di dover lasciare alle spalle certezze acquisite e, quindi, “sicure” (o comunque “più sicure” dell’incertezza) generando ansia per le cose future»

Da cosa nasce il desiderio di voler cambiare vita?

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Anche se agli occhi esterni possiamo sembrare realizzati e felici, in noi può nascere un senso di insoddisfazione, uno stato di malessere che ci porta a non provare emozioni intense, a non riconoscere più i nostri desideri, semplicemente a non sentirci “al posto giusto“. Come racconta il Prof. De Blasi:

«Ogni momento esistenziale che la persona vive nei termini di “crisi” dovrebbe, nei limiti del possibile, essere vissuto come una possibilità di scelta o di cambiamento. Questo, del resto, è il vero significato della parola “crisi” che, nella nostra cultura linguistica, rimanda a significati negativi (crisi “economica”, “politica”, “di coppia”), mentre in lingua greca o cinese, è strettamente legato alle opportunità. Crisi e motivazioni al cambiamento possono coincidere e “nobilitare” una qualsiasi spinta psicologica che si traduce nel tentativo di superare un malessere interiore, che limita o inibisce lo sviluppo della propria individualità, verso un’idea di benessere o felicità».


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Stare bene con se stessi, per cambiare vita con serenità

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Per affrontare il cambiamento con serenità, dobbiamo essere felici, ma come facciamo ad esserlo se ci troviamo in una condizione di crisi tale da giustificare un cambio di vita repentino? Come risolvere questo enigma del “cane che si morde la coda”? Come facciamo, in una società così veloce e multiforme ad individuare i fattori che ci rendono realmente soddisfatti o realizzati?

Il segreto è quello di compiere delle scelte autentiche. Conclude De Blasi:

«Definire in modo univoco la “felicità” è un compito arduo, soprattutto nel “villaggio globale” in cui viviamo dove i cambiamenti verso ideali di benessere, individuale e sociale, spesso sono “confusi” e viaggiano ad una velocità doppia o tripla rispetto a qualche decina di anni fa. Assumere un atteggiamentopropositivo” e non “depressivo” rispetto alle condizioni o ai conflitti che generano uno stato di malessere o insoddisfazione, aiuta a creare le condizioni per far sì che la propria vita, sia decisa non tanto da “dati di fatto”, che vengono più che altro subìti, ma da “fatti scelti” che danno senso e ragione alle proprie potenzialità creative».


Beatrice Della Longa
Esperta in: bellezza e settore alimentare
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