Counseling: cos’è e come funziona

La vita a volte ci sorprende e ci travolge, esponendoci alle sue continue sfide. Nei momenti di maggiore contrasto con il nostro desiderio di non ricevere scossoni e non avere problemi, qualcuno si sente perso, bloccato, senza energie e risorse per reagire. In poche parole: non sa che pesci pigliare. Per queste ragioni sono nate figure professionali alle quali rivolgersi. Vediamo di cosa si occupano e se fanno al caso nostro. 

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Corpo, mente e spirito, ormai lo si può affermare con certezza, vivono in stretta connessione, ma il rapporto non è sempre armonico. In questi casi l’approccio olistico, ovvero che prende in esame l’insieme della persona in tutti i suoi aspetti, sia fisici  che mentali, diventa una risposta sempre più efficace per recuperare energia e motivazione.

Sono diverse le realtà che attualmente operano per favorire il riequilibrio e la crescita dell’individuo dal punto di vista sia caratteriale, che esistenziale, mettendolo nella condizione di affrontare con determinazione le situazioni complesse e di integrarsi serenamente nell’ambito che lo rende insicuro. Tra queste si sta affermando con sempre maggiore successo il Counseling.

Counselig: di cosa stratta?

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Il Counseling (sostantivo che deriva dal verbo inglese “to counsel”: consigliare) è un’attività professionale che tende a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del soggetto, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le sue personali capacità di scelta.

Il percorso terapeutico è condotto da un counselor professionista, che aiuta l’interessato ad affrontare e superare in maniera rapida ed efficace problemi più o meno contingenti, non specifici (come prendere decisioni, ricercare il miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, scuola, lavoro).

Si tratta di una disciplina di conoscenza delle proprie reazioni, che non serve a indagare nel personale, ma a migliore le tecniche per affrontare ed elaborare i problemi, ovviamente escludendo casi derivanti da patologie psichiche.

L’approccio scelto è quello immediato del problem solving: non si lavora solo sui motivi che hanno determinato una crisi, ma anche e soprattutto sul modo di venirne fuori. Il problem solving offre strategie ad hoc per provvedere a una vera e propria “riprogrammazione esistenziale”, utile ad acquisire un nuovo punto di vista circa la propria vita.

Obiettivi e tempi del counseling

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Il counselor e il soggetto stabiliscono insieme un obiettivo su cui lavorare, che solitamente coincide con la risoluzione del disagio provato.

Non essendo una terapia psicologia, non si procede ad una strutturazione della personalità del cliente, ma a dotarlo di strumenti per cavarsela da sé nelle situazioni che in futuro si presenteranno con lo stesso profilo di quelle che lo hanno mandato nel panico.

In questo modo si accorciano notevolmente i tempi della terapia rispetto ad altre che possono durare anche anni. Tra i vantaggi del counseling, senza dubbio c’è la rapidità di intervento: un percorso che solitamente dura dai 12 ai 15 incontri, ognuno di 50 minuti.

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