Coppie: meglio avere caratteri simili?

Con la consulenza della dott.ssa Laura Rivolta, Psicologa e Psicoterapeuta, specializzata in Sessuologia Clinica e in Terapia Sistemica Relazionale; vediamo insieme per quale motivo due individui caratterialmente opposti non sono destinati a durare come coppia.

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“Gli opposti si attraggono” o “chi si somiglia si piglia? Questi due detti di saggezza popolare riportano a concetti opposti, ma entrambi utili, a comprendere la variegata realtà delle relazioni amorose, alla luce di uno studio durato cinque anni che ha coinvolto quasi 5.000 coppie, pubblicato recentemente sulla rivista Personality and Individual Differences, che capovolge il luogo comune sui rapporti di coppia.

Dallo studio è emerso che le coppie “scoppiano” entro 5 anni, se i partner da cui sono formate, hanno personalità poco compatibili.

Cerchiamo di capire innanzitutto, assieme alla dott.ssa Laura Rivolta, perché e in base a quali elementi, due persone si scelgono?


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“La scelta del partner è data da diversi e molteplici componenti, legate al passato e al presente, che entrano in gioco: la personalità, la storia familiare, le esperienze precedenti e altro ancora. I modelli di riferimento della coppia genitoriale quindi, ma anche le caratteristiche che non appartengono ad una persona ma che si desiderano e sono dell’altro, fanno parte della formula degli “opposti che si attraggono”. Anche l’alchimia delle affinità elettive però, può legare due persone: si sceglie ciò che è più simile a noi, per evitare contrasti o accesi conflitti. Talvolta si ricerca una persona per riparare o risolvere sospesi con le figure genitoriali come ad esempio un partner molto più anziano oppure la partner con caratteristiche distanti da quelle materne”.

Una coppia composta da due diverse personalità è destinata a scoppiare?

“Non è una regola universale, ma accade spesso. C’è da dire che nel breve-brevissimo tempo, la “differenza” ha un potere di attrazione molto elevato, magnetico, in quanto ognuno vede nell’altro ciò che vorrebbe essere: il timido sarà ammaliato da una personalità prorompente ed esuberante e l’estroverso, sarà affascinato dalla “aggraziata” riservatezza. Nel tempo però, queste differenze possono diventare oggetto di criticità, di tensione e conflitti, compromettendo il legame della coppia. Ciò che affascinava dell’altro, percepito come curiosità o pregio, può trasformarsi in difetto talvolta insopportabile”.

Due caratteri simili, trovano più facilmente un punto comune per affrontare le difficoltà, rispetto a coppie dissimili?


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“Certamente sì, avere affinità di pensieri, di valori ideali, di approccio alle cose e alle situazioni, permette di gestire le complessità della vita nel modo migliore, e di condividere positivamente le scelte, piccole, grandi e quotidiane che siano: dal film da vedere agli acquisti da fare, a dove andare in vacanza. La coppia così costituita avrà una chance in più per trovare e mediare ogni situazione critica e non. La somiglianza delle personalità, costituisce un ottimo indicatore di soddisfazione coniugale, e ne assicura la longevità. Di contro le coppie dissimili di fronte a problematicità, si avvitano su logiche di potere e/o di convincimento che la propria soluzione sia migliore rispetto a ciò che propone l’altro. Ed il terreno di conflitto rimane imbrigliato su dinamiche ben lontane dalla necessità di trovare una soluzione e un accordo condiviso”.

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Due personalità molto forti rischiano di prevaricarsi?

“Accade spesso che il carattere forte di un partner tenda ad essere prevaricante su quello dell’altro e la remissività dell’altro, rinforza tale tratto. Il prevaricante tenderà a replicare ed amplificare tale modalità e nel tempo, queste dinamiche così sbilanciate, compromettono la qualità della relazione. Chi subisce l’altro, si dovrà misurare con un sentimento di rabbia e ostilità implosivi, che arriva a volte, a minare la dignità stessa della persona. E a quel punto la crisi è inevitabile”.

La differenza di carattere tra i partner può provocare nel tempo spaccature nella coppia?

“Le diversità in generale, sia quelle fondamentali che non, che vanno dallo stile di vita alla scelta di preferenze su interessi culturali, alimentari o altro ancora ma anche e soprattutto diversità su ambiti che riguardano il sistema valoriale, religioso e professionale, determinano delle incompatibilità assai difficili da conciliare. In tal caso, il giusto equilibrio, è la formula migliore per avere una tenuta del rapporto. Trovarlo è un impegno a cui ogni coppia dovrebbe tendere ed il consiglio per le coppie “dissimili” è di mantenere viva l’attenzione per ciò che hanno apprezzato nell’altro all’inizio della relazione, anche e soprattutto di fronte ad ostacoli e divergenze”.

Quindi sarebbe meglio dire “gli opposti si attraggono… ma non durano”?

“È proprio così! L’attrazione iniziale è fortissima proprio per le differenze su più fronti: caratteriali, comportamentali, modi di essere. Pensiamo alla passione, che si nutre e si alimenta di questo e alla forte tensione, anche erotica tra “opposti”, che dona l’imprevedibilità di ciò che può accadere, di ciò che l’altro potrebbe fare o il modo in cui potrebbe agire. Ma la vita, le vicissitudini complesse che si presentano, obbligano queste coppie a misurarsi su problemi concreti e gli strumenti per affrontarli, sono troppo diversi per trovare un accordo, una soluzione condivisa… ed è per questo che, in molti casi, queste relazioni non durano”.