Come superare la paura di essere abbandonati: le 7 regole

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21/01/2021

La paura ed il terrore dell’abbandono sono molto comuni e poco discusse apertamente. Questo tipo di paura, se impedisce di vivere una vita serena può essere risolto con l’ausilio della psicoterapia e di pratici consigli.

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Se pensate di essere affetti da questa paura in prima persona, per prima cosa è importante riconoscere onestamente che si ha un problema: incolpare l’altro di essere un soggetto “abbandonico” (magari potrebbe anche esserlo) non risolverà mai questa sofferenza.

Dopo che si è presa consapevolezza di avere un problema con le separazioni, ci si deve far aiutare con una psicoterapia, meglio se di tipo cognitivo comportamentale, ma anche quella junghiana e quella  relazionale possono dare ottimi risultato. Nel frattempo, è utile mettere in pratica alcuni consigli.

  1. Smettere di sentirsi attratti sempre dalla stessa tipologia di persone “abbandoniche”
    Una persona di questo tipo si può riconoscere subito da alcuni atteggiamenti. Per esempio vi dice che viene a cena a casa vostra, poi mezz’ora prima vi chiama per spiegarvi che ha un contrattempo e non può venire? Se succede due volte è già un segnale sospetto.
  2. Smettere di incolpare sempre l’altro/a per le sue mancanze, i suoi “prendo e lascio”
    Se rimanete con questo tipo di persona siete complici e altrettanto responsabili.
  3. Ricordatevi che la vostra vita non dipende mai da qualcun altro, per quanto importante
    Voi esistete sia se la persona amata è con voi, sia se vi lascia. Potrete provare dolore, anche grande, ma non è mai in discussione la vostra esistenza, la vostra identità, la vostra vita.
  4. Accettare di sentire il dolore quando si viene lasciatiSe negate a voi stessi quanto vi dispiace, sminuendo l’importanza della cosa, la sofferenza rimarrà dentro di voi e scoppierà al primo cedimento delle vostre difese.
  5. Accettare il fatto che essere lasciati da qualcuno che non ci ama più fa parte della natura dell’essere vivente.
    Allo stesso modo, concedete il diritto anche a voi di poter lasciare, scoprendo che se non lasciate mai nessuno non è per amore, ma per la paura, in realtà, di essere abbandonati.
  6. Capovolgere la frase che esprime l’abbandono
    “Non posso vivere senza di te”, e modificarla in “posso vivere con te, ma posso anche vivere senza di te”.
  7. Ricordarsi che il vero amore è libertà.
    “Faccio quello che mi pare”, vuol dire che se cercate di legare qualcuno a voi a tutti i costi e non permettete che si distacchi da voi (questo vale anche per i figli), avrete costruito un legame falso. Potete farlo, ovviamente, ma non sarà mai e poi mai amore. 


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Sindrome dell’abbandono: problema diffuso

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Quella dell’abbandono è una paura biologica: persino i cuccioli di animali feroci hanno il timore di essere lasciati dalla madre, per cui la seguono passo dopo passo. La stessa cosa avviene al bambino perché dipende totalmente dalla mamma o da chi, eventualmente, la sostituisce.

Provate a pensare un bimbo fino a circa 6/7 anni di vita: non può procacciarsi il cibo, non sa cucinarlo. Non può comprare i vestiti, non sa indossarli. Non può disporre di denaro con cui sopravvivere. Non può gestire una casa. Non sa difendersi da eventuali minacce. È chiaro che tutta la sua vita dipende da altri, per prima dalla madre.

Se lei dovesse abbandonarlo, per lui non ci sarebbero speranze di sopravvivenza. Pertanto perché stupirci se un piccolo ha paura di essere abbandonato al punto da disperarsi fino allo spasimo se avverte questa possibilità? Ma se lo stesso spasimo, la stessa disperazione colpisce un individuo adulto, al solo pensiero di essere abbandonato dal proprio partner, allora il discorso cambia.

Non è più una paura biologica e naturale, ma comincia a sconfinare nella patologia, nella sofferenza, nella vita impossibile che vive chi soffre di questo disturbo e che rende impossibile vivere a chi gli sta vicino, con conseguenti disagi dal punto di vista relazionale.


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Sindrome dell’abbandono: rischio di separazione

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La paura dell’abbandono è una delle prime cause che generano instabilità nei rapporti sentimentali: è uno dei motivi che producono, alla lunga, una separazione. Infatti, paradossalmente, chi ha paura di essere abbandonato si comporta in modo tale da determinare nell’altro proprio la decisione di lasciarlo.

Ma perché un adulto dovrebbe avere paura di essere abbandonato con lo stesso terrore che ha il bambino piccolo?

In prima infanzia, se i genitori (prevalentemente la madre) non riescono a dare al figlio una base sicura, una certezza della loro presenza e del loro amore, se non sono in grado di aiutarlo a costruire la fiducia in se stesso, la consapevolezza delle proprie capacità, la sana autostima, quel bambino, diventato adulto, manterrà lo stesso senso di precarietà e di vulnerabilità che aveva da piccolo. Solo che nell’infanzia è normale percepirsi vulnerabili e fragili, nell’età adulta non è più reale, non è più vero.

Ma se avviene il fallimento di cui parlavo prima, allora l’adulto avrà un’idea di se stesso equivalente a quella del bambino e il pensiero che la persona amata possa lasciarlo lo getta nella stessa disperazione in cui cadeva quando era piccolo. 

in collaborazione con Marco Lombardozzi medico, psicoterapeuta, psicopatologo forense


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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