Come superare i conflitti di coppia?

Insieme alla dott.ssa Stefania Gioia, psicologa e sessuologa a Seregno potremo capire in che modo superare i conflitti con il proprio partner. Il punto di partenza per ogni buon rapporto ci deve essere una buona comunicazione. 

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Spesso, all’interno della coppia, si creano problemi e malesseri a causa di una comunicazione sbagliata. Ciò avviene per molti motivi: una mancata abitudine a comunicare efficacemente, un periodo difficile, una problematica irrisolta.

A volte il problema è racchiuso nei fraintendimenti altre volte è solo la punta dell’ice-berg di difficoltà più profonde. Apprendere nuovi modi di interagire aiuta la coppia a capirsi e sentirsi capiti, a stare meglio e risolvere i propri conflitti e malesseri. E a non utilizzare impropriamente il ricatto sessuale per mandare messaggi conflittuali e come arma di rivalsa!

Attenzione ai fraintendimenti

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Spesso ci lamentiamo del fatto che il nostro partner non ci ascolti, non capisca cosa stiamo provando, non colga tra le righe. Ci aspettiamo che per una buona coppia capirsi e sostenersi venga naturale; questo, purtroppo, non è reale.

La fatica di comprendersi riguarda solo in parte l’affinità di coppia, riguarda piuttosto una capacità che è possibile apprendere e allenare. Esistono, infatti, diversi livelli di comunicazione: più si scende in profondità, maggiori possibilità abbiamo di farci capire e di evitare fraintendimenti.

Prendiamo, per esempio, il caso in cui si debba comunicare al partner quanto ci siamo rimaste male per non aver ricevuto in regalo quel paio di scarpe tanto desiderate. Pronunciare la frase “Mi sarebbero piaciute molto quelle scarpe fucsia che avevamo visto insieme”; significa esporre un fatto (quelle scarpe mi piacciono) ovvero rimanere su un piano neutrale, sottointeso.

Dire “Ci sono rimasta un po’ male perché speravo mi regalassi quelle bellissime scarpe che abbiamo visto insieme” significa invece scendere a una comunicazione diretta in cui anche il sentimento viene esplicitato.

Quello che molto spesso si pensa è che l’altro debba percepire il nostro stato d’animo e che se questo non accade è segnale che qualcosa all’interno della relazione non va; impariamo a cambiare questa nostra convinzione.

Comprendere l’emozione dell’altro non è semplice: non sempre siamo nelle giuste condizioni (siamo stanche, stressate, stiamo facendo altro…), capita di interpretare il racconto dell’altro attraverso il nostro filtro emotivo (se ci sentiamo arrabbiate, siamo maggiormente portate ad attribuire anche all’altro la rabbia).

Perché un messaggio arrivi chiaro e raggiunga la nostra intenzione, deve risultare esplicito nel contenuto e nell’emozione, coerente a livello verbale e non verbale.

Gli errori più comuni

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Esistono delle modalità comunicative spesso utilizzate da entrambi i partner della coppia che risultano essere “distruttive”, modalità che portano facilmente a conflitti senza via d’uscita, rabbia e attacchi da parte di entrambe le parti.

Esse vengono utilizzate per lo più inconsapevolmente, spesso in modo abituale, e rispondono a diversi bisogni: difendere la propria posizione e la propria persona, affrontare questioni irrisolte, cercare una sicurezza e una rassicurazione, imporre le proprie idee.

Eccone alcuni esempi: “Tu non sei mai dolce con me!”, “Lascia perdere, non sei mai stato capace di cucinare!”, “Certo, come quella volta che hai incontrato la tua vecchia amica per caso!”.

Generalizzare una situazione sentita come negativa o attribuirla al modo di essere proprio dell’altro, svalutare o rimproverare il partner perché ci si sente arrabbiate e non capite, riprendere vecchie questioni non ancora “digerite” per rafforzare la propria posizione o per far presente all’altro quanto ancora la cosa ci disturbi.

Queste modalità di interagire portano tutte a un’escalation della conflittualità e a sentimenti negativi verso il partner. All’interno di una discussione è importante rimanere nel presente e nella concretezza della situazione in oggetto, evitando di confonderla con altre questioni;
occorre cercare di non allargare la negatività all’intera persona o alla totalità delle situazioni e, soprattutto, se la carica emotiva è troppo forte, è opportuno interrompere la conversazione spiegandone il motivo e rimandandola a un momento successivo in cui ci si senta più calmi.