Come capire sesso, psiche e tabù dell’uomo moderno

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17/02/2021

Uno studio rivela che il sesso sta diminuendo, se non del tutto scomparendo, dalla vita di molte coppie. Eppure dovrebbe essere il collante per eccellenza dell’unione! Come mai allora gli italiani fanno sempre meno l’amore? Vediamo come risolvere il problema

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Italiani, popolo di latin lover? Tutto falso. I dati emersi dall’Osservatorio di Tradapharma, in collaborazione con Doxa Duepuntozero, rivelano che a letto siamo un popolo pigro, disinformato e frustrato. L’indagine rivela infatti che si fa sempre meno l’amore.

Se i più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, praticando un’attività sessuale costante almeno due o più volte la settimana, la situazione cambia drasticamente superati gli “anta”: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.


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Sarà per colpa della frenesia della vita quotidiana? O forse il desiderio cala a causa dei tabù imposti dalla società? La routine uccide la passione? La cosa importante è capire da dove viene il problema e fare un piccolo sforzo per eliminarlo.

Sempre meno farmaci

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Sorprende positivamente il dato legato al consumo della famosa “pillola azzurra” che, tra paura degli effetti collaterali e consapevolezza, è stata quasi del tutto sostituita da alcuni integratori alimentari.

Basti pensare all’Alga Ecklonia Biciclis, al Tribulus Terrestris e alla Glucosamina che, combinati insieme, sostengono e fortificano la funzione sessuale. La prima è un potente antiossidante che favorisce la produzione di ossido di azoto, neurotrasmettitore dell’erezione; il Tribulus stimola la produzione di testosterone, l’ormone responsabile della libido; la Glucosamina, come l’alga ecklonia biciclis , aumenta i livelli di ossido di azoto.

L’insoddisfazione è donna

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Le donne, nella maggior parte dei casi, sono più avvezze a parlare di problematiche legate al sesso e dichiarano che l’orgasmo non è da considerare un risultato scontato; difatti il 73% sostiene di non raggiungerlo sempre e il restante 27% lo raggiunge meno della metà delle volte.

Questa “insoddisfazione” la si attribuisce alle scarse performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il  61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46% vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).

Il dialogo in questi casi è fondamentale, ma lo è anche saper guidare il partner, indicargli cosa ci piace e cosa manca al rapporto ed inventare degli “escamotage” per ovviare al problema dell’eiaculazione precoce o addirittura aiutarsi con dei profilattici o dei gel ritardanti.


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Molto importante è far capire al partner che il sesso è un lavoro di squadra: risolvere i problemi di letto dipende dall’impegno di entrambi e nessuno dei due deve essere colpevolizzato se le cose non stanno andando come si desidera.

Che fare quando il desiderio cala

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Per quanto riguarda le cause che possono minare la soddisfazione sessuale della coppia, quello che influisce maggiormente in modo negativo è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano allo stesso modo sia gli uomini che le donne. Il calo del desiderio è giudicato un problema serio soprattutto dagli over 50 anni oppure da quegli uomini che sono impegnati in una relazione da più di 20 anni.

Anche qui, la soluzione è giocare di squadra. L’intimità è una questione soggettiva e può essere condizionata da moltissimi fattori, sta a voi trovare la soluzione ideale che metta a proprio agio entrambi. Ci sono molti spunti su cui riflettere: sex toys, fantasie da condividere, movimenti da evitare o da perfezionare, preliminari, giochi di ogni tipo. La cosa importante è rompere la routine e comunicare chiaramente all’altro quello che desideriamo.

In collaborazione con Fabrizio Iacono, Prof. di Urologia e Andrologia dell’Università Federico II di Napoli


Beatrice Della Longa
Esperta in: bellezza e settore alimentare
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