Colpo di calore: cos’è e come prevenirlo

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Il caldo eccessivo d’estate a volte può costituire un periodo non solo per i più grandi ma anche per i bambini. Scopriamo allora insieme qualche consiglio su come proteggere dal caldo e dai colpi di sole i più piccoli! 

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Il colpo di caldo, o ipertermia, è un disturbo provocato da un rapido aumento della temperatura corporea che si verifica in specifiche condizioni climatiche.

Il caldo molto intenso, l’elevato tasso d’umidità, l’assenza di ventilazione e la prolungata esposizione ai raggi solari alterano i meccanismi incaricati alla termoregolazione, con la conseguenza che il nostro organismo non riesce a disperdere efficacemente il calore attraverso la sudorazione che, nell’uomo, costituisce la principale via di dispersione di calore.

In presenza di un colpo di calore, la temperatura interna può raggiungere i 40-42° C, l’epidermide diventa secca e arrossata. Se notiamo che una persona è vittima di un colpo di caldo, è necessario intervenire tempestivamente, perché i danni dipendono dall’entità e dalla durata dell’ipertermia.

Il nostro organismo ha una temperatura costante che, grazie a un meccanismo di autoregolazione, si aggira intorno ai 36-37 gradi centigradi, in qualsiasi luogo, ai tropici come al Polo nord.

L’esposizione a temperature molto alte (o anche molto basse), non preceduta da adeguata acclimatazione, può provocare manifestazioni cliniche correlate all’alterazione del meccanismo di termoregolazione. Il colpo di calore è caratterizzato da uno stato ansioso, irritabilità, nausea, vomito, delirio, disturbi visivi e può arrivare addirittura al coma.

In questi casi, l’uso di farmaci antipiretici (farmaci riconosciuti per le capacità di abbassare la temperatura corporea in caso di febbre, come il Paracetamolo) non servono. 

I sintomi del colpo di calore

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La vittima di un colpo di calore può avvertire dei sintomi piuttosto vaghi, tali da non far sospettare che il malessere sia causato dal caldo.
In un primo momento possono presentarsi crampi (soprattutto se si sta svolgendo dell’attività fisica e non si reintegrano i liquidi persi) vertigini, debolezza, confusione, annebbiamento della vista, cefalea, nausea e vomito.


Successivamente, la cute diviene secca e arrossata, mentre il battito cardiaco accelera e la temperatura corporea inizia a salire, con possibili danni a reni, polmoni, cuore e cervello.


Il soggetto può manifestare convulsioni e stato di shock, può perdere coscienza, andare in coma e, in assenza di adeguati interventi, addirittura morire.

Come intervenire

L’unico modo per aiutare una persona colpita da ipertermia, in attesa dei soccorsi medici, consiste nel tentare di abbassare la sua temperatura corporea in modo quanto più rapido possibile.

  • Portare il soggetto in un luogo ombreggiato, ventilarlo con aria fresca
  • Tamponarlo con asciugamani bagnati
  • Applicare del ghiaccio sul suo corpo (in particolare sul capo e sulle regioni inguinali e ascellari)
  • Se la persona è cosciente, occorre fargli bere bevande fresche e saline
  • Contattare immediatamente un medico

Come prevenire il colpo di calore

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Per evitare il rischio di essere vittime di un colpo di calore, quando ci si trova in presenza di temperature particolarmente alte e tassi di umidità molto elevati, è necessario bere molto per idratare correttamente l’organismo e scegliere cibi leggeri e facili da digerire, evitando le bevande alcoliche.

Il rischio di ipertermia è piuttosto consistente quando si svolge dell’attività fisica nelle ore più calde della giornata, tanto più se si è fuori allenamento. Pertanto è opportuno evitare di mettere a rischio la propria salute praticando dello sport in condizioni climatiche particolarmente afose, e interrompere immediatamente l’attività sportiva ai primi cenni di malessere.

I soggetti a rischio

La termoregolazione corporea è ridotta negli anziani e nei bambini molto piccoli, ma anche in coloro che soffrono di alcune malattie croniche o che assumono determinati farmaci come diuretici, antidepressivi, antinfiammatori, antipertensivi, che possono aggravare la disidratazione e la spossatezza.


Particolarmente a rischio di ipertermia, inoltre, sono i soggetti obesi e coloro che assumono droghe o che consumano molti alcolici. Da considerare a rischio anche persone che fanno uso di farmaci antiparkinsoniani.